50 anni fa l’Italia riconosceva l’obiezione di coscienza al servizio militare. Finalmente migliaia di giovani potevano “difendere la Patria” in modi più vicini al loro sentire e conformi all’articolo 11 della nostra Costituzione.
Oggi migliaia di giovani sono impegnati in progetti di SCU continuando a perseguire l’obiettivo di difesa non armata e nonviolenta della Patria.

Cosa significa “difesa della Patria” per le ragazze e i ragazzi impegnati nei nostri progetti? Durante la formazione generale ci siamo a lungo confrontati sul tema e, attraverso Padlet – strumento di lavoro collaborativo, abbiamo provato a declinare quelle parole in modo attuale.

Cosa significa Patria? “Patria è un concetto che negli anni ha assunto un significato decisamente peggiore da quello che voleva dire per i costituenti. Ci ritroviamo nella definizione di comunità e difesa della patria come la intendeva Don Milani: sovranità popolare, libertà, giustizia”.
La Patria oggi diventa la “comunità”, l’”Altro”, la “casa comune”.
Cosa significa difesa? E’ “prendersi cura” delle persone e dei territori, “attivarsi insieme per un’azione pubblica, consapevoli delle possibilità e dei limiti di ciascuno”.
I giovani in SCU sono consapevoli che valorizzare la partecipazione degli anziani alla vita del paese, fare corsi di lingua per gli stranieri, difendere i diritti delle donne, organizzare eventi sportivi aperti a tutte e tutti, proporre laboratori creativi a chi ha un disabilità cognitiva sono tutte azioni volte alla difesa della casa comune.
Il SCU, inoltre, promuove la partecipazione attiva dei giovani che vi partecipano favorendo “l’integrazione sociale , difendendo dal malessere sociale e dall’emarginazione, dall’ignoranza, dalla vergogna , dall’ansia, dall’isolamento”.
Questo è oggi il nostro fucile spezzato.

Il cammino che ha permesso a circa 200 volontari di raccontarsi e capire cos’hanno imparato, cosa sanno fare e i propri miglioramenti si è concluso da qualche settimana.
Ci sono stati gli incontri personali e quelli collettivi, con gli emersori si è creato un legame speciale, c’è stata la difficile parte della compilazione e della raccolta delle idee e dei materiali, necessaria a concretizzare tutto il percorso. E, soprattutto, è stata necessaria alla commissione scientifica per verificare la bontà dei risultati raggiunti.

Questa prima sperimentazione con grandi numeri (oltre 200 candidati sparsi per l’Italia, coordinati da circa 40 emersori) ha raggiunto gli obiettivi, seppure nelle difficoltà del periodo pandemico.
I dati sono decisamente soddisfacenti e la risposta dei giovani candidati è stata ampiamente superiore alle attese. Ma, come d’abitudine, non ci possiamo fermare.

2.000, 50.000
ASC aps ha avviato il percorso di emersione e valorizzazione delle competenze con l’ambizione di trasformarlo in uno strumento accessibile a tutti gli operatori volontari in servizio con ASC (circa 2000 ogni anno) e magari a tutti i circa 50.000 impegnati nei vari progetti d’Italia.
Per fare questo grosso passo avanti è necessario riflettere su ciò che abbiamo fatto con chi ha vissuto questa esperienza molto personale.

Piccoli gruppi, grandi idee
Al termine del percorso ci sono giunti commenti e suggerimenti, che, come d’abitudine in ASC aps, faranno parte del bagaglio per migliorare costantemente.
Ora però abbiamo chiesto uno sforzo ulteriore ai partecipanti, seppure a servizio civile ampiamente concluso a maggio scorso, come lascito per i “futuri colleghi”
Domani, quindi, tutti insieme ci incontreremo per discutere a piccoli gruppi e su aspetti puntuali, così da immaginare il percorso nei prossimi anni. A loro chiederemo di avere suggestioni e suggerimenti per migliorare le criticità e dare valore alle positività e, soprattutto, come rendere la prossima edizione davvero universale.

50 anni fa veniva riconosciuta in Italia l’obiezione di coscienza al servizio militare quale atto fondativo dell’Istituto repubblicano del Servizio Civile.
Un lungo cammino che in età repubblicana è iniziato con Pietro Pinna, a partire dalla sua scelta nonviolenta del 1948, che ha dato il via alla lotta per il riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza culminata con la legge 772 del 1972 che istitutiva appunto il servizio civile sostitutivo.

Per rilanciare l’impegno per la pace e la solidarietà, la Cnesc – Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile (network di enti del terzo settore da decenni impegnati in questo campo) organizza il Festival Nazionale del Servizio Civile per il 9 e 10 settembre a Roma, nella location del Giardino Verano, a ingresso libero.

Saranno due giorni di festa e riflessioni che vedranno protagonisti i giovani, gli operatori degli enti di servizio civile, gli operatori volontari in servizio, insieme a personaggi della cultura, dello spettacolo e agli “obiettori” e ai “civilisti” degli ultimi cinquant’anni.

Il programma si articola in un dinamico susseguirsi di dibattiti culturali, testimonianze e momenti d’intrattenimento teatrale e musicale. L’apertura venerdì 9 settembre dalle ore 18 è affidata all’ex calciatore della Nazionale e della Roma, obiettore di coscienza e neo-sindaco di Verona, Damiano Tommasi, insieme al già sindaco di Messina il pacifista Renato Accorinti.

Le serate sono impreziosite da due spettacoli musicali imperdibili: venerdì 9 settembre Coltivo una rosa bianca. Antimilitarismo e nonviolenza in Tenco, De André, Jannacci, Endrigo, Bennato, Caparezza con Enrico de Angelis (critico musicale, voce narrante), Laura Facci (cantante) e Matteo Staffoli (chitarrista) e sabato 10 settembre un’attesissima tappa romana del Piotta Summer Tour 2022 anche lui obiettore di coscienza negli anni ’90.

Ma questa è solo una delle varie iniziative che la Cnesc sta promuovendo e coordinando in questi mesi a livello territoriale con lo scopo di far riscoprire la storia del servizio civile, di valorizzare i documenti, gli archivi e le testimonianze degli obiettori e dei civilisti; di consolidare l’attuale servizio civile universale con la messa in rete e il rafforzamento dei valori e delle pratiche che lo animano; per proiettarlo verso il futuro con la consapevolezza e che gli strumenti nonviolenti sono i più adeguati per affrontare insieme alle giovani generazioni le sfide dei conflitti armati, delle disuguaglianze sociali e della crisi climatica.

Il Festival 50 anni di obiezione per la pace sarà uno dei momenti culminanti di questo percorso con il quale, a partire dalle radici dell’obiezione di coscienza, vogliamo ribadire e allargare il nostro impegno per un servizio civile davvero universale e volontario, capace di costruire una pace giusta e rispondere alle sfide che le giovani generazioni si trovano davanti”.

Laura Milani, presidente della CNESC

Il Festival, sebbene alla I edizione, ha ottenuto anche l’importante riconoscimento di essere inserito nel calendario ufficiale degli eventi dell’Anno europeo dei giovani 2022.
Ricchissimo il programma culturale, con ospiti di spessore e dialoghi d’approfondimento sui temi d’attualità come la guerra in Ucraina con videocollegamenti con il Movimento Pacifista Ucraino e il Movimento degli Obiettori di coscienza russi.

Parteciperanno al Festival Nazionale del Servizio Civile anche: Filippo Thiery, Federica Gasbarro, Mao Valpiana, Carlo Rovelli, Franco Ferrarotti, Mario Pizzola, Marco Labbate, Luciano Ventura, Francesco Marchionni, Feliciana Farnese, Rebecca Pecori, Cecilia Rinaldini, Annalisa Camilli, Giovanni Rende, Claudio Pozzi, Piercarlo Racca, Luca Vendruscolo, Mauro Biani, Fabrizio Brandi, NardoTrio Quartet …e altri ancora!

Da Cosenza a Milano, da Torino a Martina Franca, passando per Roma, Trieste e Viterbo. La seconda edizione del servizio civile digitale di ASC si sviluppa in 16 città per offrire a 30 giovani operatori volontari l’occasione di ridurre il gap digitale del Paese, durante i 12 mesi di servizio civile.
Il bando è aperto dal 02/08/2022. Il termine ultimo per presentare domanda è il 30/09/2022, h. 14:00

Un obiettivo, due strade
I due progetti, il primo chiamato “Sportelli digitali, cittadini connessi” e il secondo “Costruire linguaggi digitali comuni”, hanno un unico comune denominatore, seppure con due diversi approcci.
Nel primo, l’impegno sarà rivolto a valorizzare la transizione verso i servizi digitali, migliorando il presidio nei punti di facilitazione digitali per aiutare l’utenza a conoscere il funzionamento di portali specifici, o aiutarla nel rilascio delle credenziali SPID e via dicendo.
Nel secondo, invece, il focus sarà incentrato sulle attività di educazione all’uso di strumenti digitali per accrescere la diffusione della cultura “digitale”.

Sportelli digitali, cittadini connessi
I giovani operatori volontari di ASC offriranno servizi di “facilitazione digitale” ai cittadini che non sanno come usare i servizi digitali della pubblica amministrazione e degli enti.
Da Roma a Martina Franca, da Maranello a Reggiolo, passando per Cavriago e Poggio Torriana, i giovani faranno da guida parlando di sicurezza informatica, spiegando il funzionamento dei principali portali oppure aiuteranno i cittadini a ottenere il rilascio delle credenziali SPID e gestire una casella e-mail

Costruire linguaggi digitali comuni
In questo secondo progetto, che si sviluppa a Torino, Trieste, Vitorchiano, Viterbo, Martina Franca, Crispiano, Lamezia Terme, Cosenza, Celleno e Milano, i giovani operatori volontari si rivolgeranno alle fasce più deboli della società, per accompagnarle nello sviluppo delle competenze digitali. Un modo in cui il servizio civile consente l’incontro tra generazioni e stimola l’avvicinamento dei cittadini alle istituzioni.
Non si tratterà solamente di offrire una consulenza digitale su un tema specifico, ma di diffondere un uso consapevole degli strumenti digitali, dei social network e dei comportamenti da tenere online.

Come ASC sappiamo che il servizio civile raggiunge il massimo valore quando aiuta la comunità, in particolare chi ha bisogno, a difendersi dai “pericoli” fra i quali analfabetismo, anche digitale, razzismo o isolamento sociale. Per quanto riguarda il digitale, il rischio Paese è quello di lasciare indietro persone come giovani NEET, migranti, le persone anziane o con problemi di mobilità.”

Licio Palazzini, presidente di ASC nazionale Aps.

Perugia, Roma, Napoli, Palermo, Genova, Tolentino: sei città faranno da scenario ai due progetti di servizio civile ambientale pensato da ASC in collaborazione con Legambiente, per consentire a 16 giovani di essere protagonisti della transizione ecologica.
Il bando è aperto dal 02/08/2022. Il termine ultimo per presentare domanda è il 30/09/2022, h. 14:00


Azioni per la transizione ecologica
I giovani operatori volontari di ASC, 2 a Genova e 2 a Tolentino (MC), inseriti nei circoli locali di Legambiente, diffonderanno le buone pratiche in materia di economia circolare tra la cittadinanza e gli studenti delle scuole. Non solo, dovranno coinvolgere i cittadini nella riqualificazione del proprio contesto urbano.
Chi sceglie il servizio civile con ASC sa che c’è molto da fare: far conoscere la corretta gestione del ciclo dei rifiuti e della raccolta differenziata, promuovere la riqualificazione urbana e diffondere le buone pratiche già presenti sul territorio

Dall’educazione ambientale alla transizione ecologica
Gli operatori volontari impegnati nei circoli di Legambiente di Perugia, Roma, Napoli, Palermo faranno conoscere ai propri concittadini le principali criticità ambientali, con lo sguardo propositivo offerto dall’applicare le pratiche virtuose alle sfide ambientali.
Nel dettaglio, i civilisti dovranno collaborare alla realizzazione di rapporti sulla qualità degli ecosistemi, sulle condizioni delle specie animali e vegetali anche in relazione agli effetti dei mutamenti climatici, saranno coinvolti nella realizzazione di campagne, iniziative ed eventi e, infine, saranno parte dei team di raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati sulla qualità dell’aria in contesto urbano.

Cos’è il Servizio Civile Ambientale
La sperimentazione del “Servizio Civile Ambientale”, rivolta ai giovani tra i 18 e i 29 anni non compiuti, è piuttosto ambiziosa.
Attraverso l’esperienza dei 12 mesi di servizio civile, i giovani dovranno imparare ad affrontare le sfide ambientali e cogliere le opportunità della rivoluzione verde e transizione ecologica. Un impegno verso la comunità, innanzitutto, che si sviluppa attraverso attività di difesa dell’ambiente e di promozione dello sviluppo sostenibile, con la diffusione di modelli di produzione e di consumo sostenibili e, infine, con progetti di educazione alla sostenibilità alimentare e alla lotta agli sprechi alimentari.

Gli ultimi due anni hanno ulteriormente aumentato la marginalità sostanziale dei giovani nella capacità di pesare nelle scelte politiche e economiche, generando nuovi comportamenti; si sono accresciute alcune difficoltà e tardano impatti positivi del PNRR.

Questo ci dicono le varie ricerche nazionali e internazionali e questo si è riflesso anche nel Servizio Civile Universale. Complice la dilatazione dei tempi del ricorso avvenuti durante il bando, alcuni alert già presenti in precedenza si sono accentuali. La generazione Z – che rappresenta il nostro riferimento – sta cambiando i paradigmi con cui si mette in relazione con la società, e necessita di approcci diversi per non diventare una generazione esclusa.”

Con questa premessa, il presidente Licio Palazzini, ha introdotto i lavori dell’Assemblea di ASC aps tenutasi il 20 Luglio scorso, appuntamento che prosegue idealmente la discussione iniziata con l’assemblea di maggio.

A maggio abbiamo iniziato un percorso di riflessione sull’evoluzione dell’approccio dei giovani al servizio civile, partendo dai numeri dell’ultimo bando e dagli esiti dei colloqui, segnati da un numero di assenze più alto del recente passato. Ora, con i progetti avviati e gli operatori volontari in servizio, ci siamo confrontati sui trend sociali in atto, sulle risposte che arrivano dai giovani e le sfide che abbiamo di fronte come istituzioni e organizzazioni. Essere una associazione con circa 1000 organizzazioni aderenti, presenti sull’intero territorio nazionale, ci offre una lettura multiforme dell’Italia giovanile e riusciamo a vedere, come in un prisma, le tante diverse facce di quest’epoca” .

Licio Palazzini, presidente ASC nazionale aps

Secondo l’usuale metodo di lavoro di ASC Aps, l’Assemblea è iniziata con due approfondimenti scientifici, fondamentali per avviare la discussione sul necessario adeguamento del servizio civile e sulle proposte che ASC aps può offrire.

Nel primo Elisa Simsig, responsabile di un monitoraggio che dal 2009 ha coinvolto quasi 20.000 giovani, e che rappresenta uno sguardo unico, ha proposto – attraverso le 2.000 risposte raccolte nel 2022 – le visioni dei giovani per un servizio civile per loro più sostenibile e motivante.

Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, è stato il protagonista del secondo focus. Grazie alle ricerche del docente, che coordina il “Rapporto giovani” dell’Istituto G. Toniolo, la principale indagine italiana sulle nuove generazioni, sono stati illustrati i dati raccolti. Di particolare interesse per un servizio civile che promuove il protagonismo dei giovani, quelli che dicono della caduta, fra il 2020 e il 2022 di tre indicatori delicati: l’idea positiva di sé passa dal 53,3% al 45,9%, la motivazione e l’entusiasmo nelle proprie azioni dal 67,5% al 57,4%, perseguire un obiettivo precipita dal 67% al 60%.

Questi dati ci dicono che siamo pienamente dentro il rischio di una generazione chiusa in se stessa, stizzita verso le istituzioni, disincantata verso l’impegno civico e l’intraprendenza economica e sociale.

I giovani vogliono impegnarsi, ma si sentono esclusi e non vedono provvedimenti strutturali. Cercano nuove strade e utilizzano nuovi linguaggi che noi – enti del terzo settore – dobbiamo saper intercettare e con i quali dialogare.
Come ASC aps stiamo dando avvio a una riflessione molto ampia, che oltrepassa il nostro perimetro d’azione, ma di cui sentiamo la responsabilità di metterla in agenda, perché il Servizio Civile Universale può essere la risorsa per tenere insieme risposte ai bisogni delle persone e evitare la perdita di un’altra generazione di giovani. Anche questo è difesa civile e non armata della patria.
Adesso che siamo in campagna elettorale, consegniamo ai partiti questa opportunità

Licio Palazzini, presidente ASC nazionale aps

Tutto pronto, si comincia con la formazione per realizzare i ponti digitali ed essere utili alla comunità. Inizia tra pochi giorni la settimana di formazione organizzata da ASC Aps, in presenza e online, che consentirà agli operatori volontari affinare le competenze che serviranno per vivere al meglio l’anno di servizio civile digitale.
Due sono progetti su cui ASC aps ha riposto molte aspettative vista la difficoltà, non solo generazionale, ma anche sociale, di restare al passo con l’evoluzione tecnologica.

Per 3 giorni, con i docenti di Fastweb digital academy e i professionisti della comunicazione digitale, i 20 giovani, operanti in 20 sedi dal Piemonte alla Toscana, dalla Calabria alla Puglia, approfondiranno il mondo digitale, per essere i migliori testimonial verso gli utenti meno preparati.

“Al d là delle competenze specifiche necessarie in ogni progetto, per la formazione generale abbiamo scelto di crescere assieme agli operatori di servizio civile. Abbiamo pensato che limitarci a offrire delle semplici istruzioni sul funzionamento dei software più diffusi non fosse utile né ai ragazzi, né agli utenti.” “Ai ragazzi parleremo di sicurezza informatica, di personal branding, di fake news e di come filtrare le informazioni online, di digital netiquette, di software open source. Sono temi che riguardano la nostra vita digitale, che spesso sottovalutiamo o di cui siamo poco coscienti. Per questo motivo, assieme ai docenti, abbiamo ideato un percorso di approfondimento sugli strumenti, sulle strategie, sulle criticità della realtà digitale quotidiana.”

Paola Santoro, responsabile formazione di ASC nazionale Aps

Il percorso formativo in aula si completa con due appuntamenti di ASColtando, i brevi talk su attualità, valori ed esperienze di impegno civile rivolte ai protagonisti della nostra società, disponibili sulla pagina youtube di ASC aps.
Assieme a Chiara Gallese, avvocata e ricercatrice dell’Università di Eindhoven e della LIUC, si è parlato di intelligenza artificiale e di machine-learning technology per capire quanto impattino sulla percezione della società, sulla possibilità di trovare un’occupazione, sull’inclusività delle minoranze e sull’equità di trattamento. Con Raffaele Angius, giornalista specializzato nelle nuove tecnologie, si è discusso di cosa significhi essere connessi h24 in contrapposizione agli strumenti di potenziale controllo, dal tracciamento dei dati alla rilevazione del posizionamento, talvolta utilizzati per piccole e grandi limitazioni della libertà.

Il gap digitale non è limitato alle fasce più anziane o più deboli della società, ma è una questione universale. ASC aps promuove il servizio civile necessario per le comunità locali perché crede nei giovani e nel loro essere cittadini; quindi, sappiamo di dover offrire loro gli strumenti per vivere consapevolmente la propria “esperienza digitale. Non ci sono solo i 20 ragazzi del servizio civile digitale: vogliamo pensare agli oltre 2000 giovani impegnati nei nostri progetti e ai circa 50.000 attualmente in servizio. Con ASColtando, fruibile da tutti in qualsiasi momento abbiamo pensato a tutti loro, perché ognuno ha una vita digitale, che interagisce con i loro diritti, i loro doveri, definisce le loro potenzialità. Siamo pronti a moltiplicare le opportunità per i giovani fino dal prossimo deposito di nuovi progetti, senza i limiti messi agli enti nella fase sperimentale.”

Licio Palazzini, presidente di ASC nazionale Aps

Continua l’impegno delle organizzazioni della società civile italiana per chiedere il cessate il fuoco e l’inizio di un percorso di pacificazione in Ucraina. Dopo le manifestazioni, le carovane di pace, le iniziative di solidarietà e gli appelli alla politica delle ultime settimane viene ora promossa una nuova mobilitazione, diffusa su tutto il territorio nazionale, per il prossimo sabato 23 luglio.

L’invito ad organizzare iniziative di varia natura è esteso a tutte le associazioni, sindacati, gruppi che già sono attivi da mesi, per far convergere gli sforzi in una giornata nazionale che possa rilanciare una forte di richiesta di cessate il fuoco affinché si giunga ad una conferenza internazionale di Pace.

L’appello è promosso da Europe for Peace l’iniziativa congiunta avviata già dallo scorso marzo con le mobilitazioni contro l’aggressione russa in Ucraina e che raccoglie l’adesione di un ampio arco di reti, campagne, associazioni, sindacati. Dunque è questa coalizione a lanciare l’iniziativa del 23 luglio con numerose prime adesioni già ricevute a partire dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, dalla Campagne Sbilanciamoci! e della coalizione “Stop the War Now”.

Nel testo diffuso oggi si legge come “l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa ed ha già fatto decine di migliaia di vittime e si avvia a diventare un conflitto di lunga durata” portando conseguenze nefaste “anche per l’accesso al cibo e all’energia di centinaia di milioni di persone, per il clima del pianeta, per l’economia europea e globale”.
Ribadendo la vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra si ricorda poi come occorra cercare “una soluzione negoziale, ma non si vedono sinora iniziative politiche né da parte degli Stati, né da parte delle istituzioni internazionali e multilaterali” sottolineando come invece sia necessario “che il nostro paese, l’Europa, le Nazioni Unite operino attivamente per favorire il negoziato e avviino un percorso per una conferenza internazionale di pace che, basandosi sul concetto di sicurezza condivisa, metta al sicuro la pace anche per il futuro”.

Il documento ripropone poi il punto fondamentale ribadito dal movimento pacifista italiano fin dall’inizio del conflitto: “Le armi non portano la pace, ma solo nuove sofferenze per la popolazione. Non c’è nessuna guerra da vincere: noi invece vogliamo vincere la pace” e per tale motivo viene proposta (a 150 giorni dall’inizio della guerra) la giornata nazionale di mobilitazione per la pace del 23 luglio con iniziative in tutta Italia, con uno slogan chiaro: “TACCIANO LE ARMI, NEGOZIATO SUBITO!”

Le iniziative che verranno definite e programmate nei prossimo saranno comunicate e rilanciate da tutte le organizzazioni promotrici di questo appello

L’uscita dalla pandemia ci scopre più fragili nel riprendere la vita di relazione diretta, la tentazione dell’online è forte, la partecipazione sociale e la coesione delle comunità vanno a picco.

In questa situazione, è ancora più importante accompagnare i giovani a saper essere cittadini, obiettivo del progetto “I giovani, il Terzo Settore: le competenze civiche e trasversali per un futuro più coeso” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di cui ASC Aps è capofila.

Dopo un percorso di tre mesi, 146 operatori volontari del Servizio Civile Universale, dei 200 che avevano deciso di partecipare, hanno fatto richiesta di attestazione delle competenze individuate in uno specifico referenziale, elaborato con il concorso di esperti dell’Università Roma Tre, dell’Università Cattolica di Milano, di INAPP, di Social Hub, della Fondazione Emit Feltrinelli, del Forum del Terzo Settore, di Assifero, della Cnesc, dell’Associazione giovanile Mai dire Mai e di Fastweb.

Il percorso è stato accompagnato da 38 esperti nella individuazione e messa in trasparenza delle competenze, e ha permesso ai giovani di far emergere le conoscenze, supportate da evidenze, di cui sono portatori e che sono state generate o potenziate dall’esperienza del servizio civile.
Il percorso li ha portati a avanzare una domanda di attestazione che comprende sia profili già presenti nell’Atlante Lavoro e nei repertori regionali, sia profili legati alle competenze del referenziale del progetto che agisce nell’area Personale e Emotiva, di Cittadinanza, Digitale, della Comunicazione, Metodologica e Organizzativa.

Con questo progetto, per quanto di propria competenza, ASC Aps si pone l’obiettivo di dare concreta attuazione a quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 13 del 2013 che si prefigge, nell’ambito dell’educazione non formale e informale, la valorizzazione dell’apporto dell’esperienza del servizio civile al percorso di vita dei giovani.

Pensiamo che l’abbinamento di profili già certificabili e di profili per i quali serve una scelta delle istituzioni affinchè lo divengano, sia una innovazione molto rilevante, che fa fare passi avanti ad uno stallo oggi esistente, anche dentro le istituzioni che hanno competenze su questa materia, nell’attuazione dell’obiettivo del SCU di valorizzare le competenze dei giovani che lo svolgono.

Il progetto di cui ASC Aps è titolare, condiviso con i partner prima richiamati, si prefigge anche di dare attuazione a quanto previsto nel PNRR, quando si prevede di “promuovere l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente (soft skills, competenze personali, sociali, competenze di cittadinanza attiva) in linea con la Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 (2018/C/189/01).

Adesso queste domande saranno oggetto di esame da parte della Commissione di Validazione per rilasciare ad ogni giovane uno specifico attestato.

Quale sarà il valore di questo attestato?
La risposta è in mano ad alcune istituzioni (Ministero del Lavoro, Regioni, Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale) che hanno l’opportunità, assieme agli enti di servizio civile, di superare in positivo il pasticcio che è stato realizzato dal Dipartimento stesso con le disposizioni del 25 Gennaio 2022, lavorando quindi nei prossimi mesi per creare il necessario quadro istituzionale, di contenuti e procedure, di risorse economiche aggiuntive al fondo nazionale del servizio civile.

Quasi 300 progetti in tutt’Italia si riempiranno dell’energia e della volontà di circa 2.500 giovani (il 65% ragazze) che oggi iniziano l’anno di servizio civile con ASC aps: dal Piemonte alla Toscana, dalla Calabria alla Puglia, dal Lazio al Veneto, dopo un percorso che quest’anno è stato particolarmente travagliato riusciranno finalmente a vedere soddisfatto il desiderio di contribuire al bene del Paese.

Saranno accolti da quasi 900 organizzazioni operanti lungo la Penisola e anche all’estero, in Sudamerica, in Asia o nella vicina Slovenia.
Attraverso i progetti, i giovani vivranno le sfide di attività che spaziano dal coinvolgimento con i bambini, i giovani, gli anziani, all’inserimento nei musei e nelle biblioteche; dal sostegno alle donne oggetto di violenza all’accoglienza dei migranti. Dalla presenza nei luoghi della cura (case di riposo, residenze assistite) alle attività artistiche e di centri di aggregazione giovanile; e ancora la conoscenza della memoria del nostro Paese che si intreccia con la sua tutela, attraverso azioni di protezione civile e di tutela e promozione dell’ambiente. E durante l’anno impareranno a leggere i bisogni e le risorse delle comunità in cui vivono, contribuendo in modo pacifico e civile a affrontare anche i conflitti che le attraversano.

Un’offerta di esperienze così estesa rende l’esperienza del servizio civile universale unica rispetto ad altre esperienze pubbliche proposte ai giovani e risponde sia alle molteplici esigenze sociali dei territori che alle diverse aspettative dei giovani” – dichiara Licio Palazzini, presidente di ASC nazionale Aps – “Dobbiamo valorizzare questa politica pubblica che vede operare insieme, con funzioni specifiche, Stato, Regioni e Province Autonome, Terzo Settore, Enti Locali, Rappresentanza degli operatori volontari. È un esempio concreto di sussidiarietà, testimoniato dal fatto che poche centinaia di operatori pubblici governano un’esperienza di 63.000 giovani in servizio grazie al ruolo degli enti accreditati, che non solo organizzano le attività, ma si fanno carico di funzioni burocratiche sempre più accentuate, dovendo quindi aumentare il cofinanziamento del Servizio Civile Universale.”