Quasi 9.000 ulteriori opportunità di servizio civile universale per permettere ai giovani di impegnarsi concretamente, per contribuire ad affrontare le tante sfide sociali, culturali, ambientali. Questo l’effetto del provvedimento del Dipartimento del SCU pubblicato ieri e reso possibile dai fondi non attivati, anche a causa dell’impatto del Covid19, del bando 2019.

È un primo positivo risultato della stabilizzazione di 300 milioni per il 2021 e di altrettanti per il 2022. Adesso le organizzazioni, a cominciare da quelle socie della Cnesc, hanno la responsabilità di aprirsi ai giovani e investire a vantaggio delle comunità, dando concretezza alla finalità di difesa civile non armata del SCU nell’Italia e nel mondo colpiti dalla pandemia.

Nel giorno in cui si avvia la sperimentazione del Servizio Civile Digitale è un risultato molto positivo che il Parlamento si appresti a confermare lo stanziamento annuale di 300 milioni di euro per il fondo del SCU nel 2021 e 2022, deliberato dal Governo, anche se, con l’emendamento trasversale presentato, avevamo sperato in un passo ulteriore. L’ordine del giorno che impegna il Governo alla stabilizzazione del contingente ad almeno 50.000 posizioni annue, tiene comunque aperta la partita.

In questi giorni si gioca comunque l’altra opportunità per consolidare ed espandere il Servizio Civile Universale. La valorizzazione delle competenze acquisite dai giovani durante l’anno di servizio, obiettivo disatteso dal 2002, è indicata nella bozza del Recovery Fund per il SCU insieme alle risorse per esso previste. Risorse che chiediamo al Governo di confermare, se non aumentare, certi che nelle prossime settimane ci sarà la possibilità di portare il nostro contributo di idee e di esperienze.
Ma l’attenzione non va dedicata solo agli aspetti economici.

La qualità delle esperienze svolte dai giovani e l’impatto dei programmi sulla coesione e innovazione della vita delle comunità, sono gli obiettivi verso i quali in molti stiamo operando.
Per questo siamo preoccupati di provvedimenti quali il sistema di valutazione dei programmi e dei progetti, che, depotenziando quelle chiavi di lettura sistemiche che reti regionali e nazionali sono in grado di mettere a disposizione, sembrano nuovamente fermarsi al solo impatto nei micro territori.
Già nell’offerta attuale di posizioni di servizio civile queste maxi concentrazioni fortemente localizzate sembrano più simili a forme di ammortizzatori sociali o politiche del consenso che a esperienze di impegno civico di qualità, finalizzate alla difesa nonviolenta della Patria.

Purtroppo, c’è anche una brutta notizia per il Servizio Civile, una pessima notizia. Il Parlamento aveva l’occasione di stabilizzare ad almeno 50.000 avvii ogni anno il contingente del SCU, ma l’emendamento è stato respinto.

La confusione creata dalla tanto attesa uscita del bando e la concomitanza con le feste natalizie hanno un po’ nascosto a pessima novità, ma la gravità della decisione rischia di segnare il futuro del Servizio Civile per prossimi anni.

L’attesa per chi si occupa di servizio civile era tanta, anche perché l’emendamento alla Legge di Stabilità era sottoscritto da parlamentari di tutti i gruppi. Una proposta trasversale che aveva l’obiettivo di stabilizzare il fondo nazionale del Servizio Civile Universale (fina ad oggi non c’è mai stata certezza né su quando né su quanti volontari potevano partire) e garantire così l’avvio di almeno 50.000 giovani ogni anno.

Ma è stato respinto!

Una bella riflessione di Riccardo Bonacina su Vita

L’uscita del bando ordinario di Servizio Civile Universale 2020, in una fase così difficile della vita del Paese, è un fatto non scontato e va dato atto al Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale di aver fatto di tutto per ottenere questo risultato.

Il Paese potrà così avere a disposizione, fin dalla primavera del 2021, anche la risorsa del Servizio Civile Universale per affrontare le grandi difficoltà che ci attendono e anche i giovani potranno avere l’opportunità di esprimere le loro energie e capacità. Il loro numero sarà ulteriormente ampliato di alcune migliaia grazie al bando previsto ai primi del 2021 e reso possibile dal pronto impiego dei fondi residui 2019.

ASC Aps è uno dei principali soggetti di questa azione concreta a beneficio delle comunità, dei giovani e delle Istituzioni. Le 445 organizzazioni che andranno a bando, impiegheranno più di 2.000 giovani in Italia, e altri all’estero e realizzeranno attività in tutti gli ambiti di azione previsti dal Piano Annuale 2021, operando su tutto il territorio nazionale. Saranno più di 800 gli adulti che accompagneranno gli operatori volontari in SCU che opereranno in 810 sedi di attuazione, cui si sommeranno le persone che faranno i colloqui di selezione, i formatori e i responsabili locali di ASC Aps.

Questo l’investimento umano, organizzativo e economico che la rete associativa ASC Aps mette a disposizione del Paese, in coerenza con le positive scelte del Governo e del Parlamento presenti nella legge di stabilità 2021 in corso di approvazione.

Vai a conoscere i progetti di ASC attivi con il Bando 2020

Il Rapporto 2021 contiene la Legge di Bilancio che vorremmo: 111 proposte per un valore complessivo di quasi 36 miliardi per uscire dall’emergenza Covid-19 e imprimere un cambio di passo per la giusta ripartenza del Paese. Una proposta alternativa al Disegno di Legge di Bilancio 2021 del Governo, che manca di strategia e di coraggio ed è giudicato insufficiente.

È possibile, invece, immaginare una manovra economica alternativa a saldo zero, articolata in sette aree chiave di analisi e intervento. Dal fisco alla finanza e agli enti locali, dalle politiche industriali al lavoro e al reddito, dall’istruzione e la cultura all’ambiente, dal welfare all’altraeconomia, passando per la pace e la cooperazione internazionale: proposte concrete, puntuali e praticabili da subito grazie a cui superare la drammatica crisi legata alla pandemia e voltare pagina: con un’Italia in salute, giusta, sostenibile.

Rapporto Sbilanciamoci! 2021. Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente

Lidia Menapace, persona di rara sensibilità, intelligenza, coerenza, che tanto ha lottato per i diritti della pace, della libertà di coscienza, di economia solidale ci ha lasciato. Tutta ASC Aps è in lutto.

L’impegno quotidiano per la pace e la giustizia trova nuova motivazione, spinti dal suo esempio.

Sarà Luca Mercalli, il noto meteorologo e divulgatore scientifico, il primo relatore di ASColtando, i talk online organizzati da ASC Aps per far dialogare il servizio civile con alcuni temi di fondo di questo periodo.
Infrangendo i limiti geografici, di ente e il perimetro della formazione, ASC Aps ha scelto la formula dei brevi talk in streaming fra domande e risposte su attualità, valori ed esperienze di impegno civile rivolte ai protagonisti della nostra società.
Nel primo incontro si parlerà di cambiamenti climatici e del forte impegno dei giovani per una nuova politica ambientale, dai Friday for Future che hanno colorato le piazze delle nostre città, fino a Greta Thunberg.

“C’è il bisogno di dialogare per superare una visione di ambito specialistico o per addetti ai lavori del servizio civile.” – afferma Licio Palazzini, presidente nazionale ASC Aps– “Abbiamo così pensato a coinvolgere gli interpreti della nostra attualità e parlare con loro dei valori su cui si fonda la comunità, dall’impegno sociale alla solidarietà, dall’uguaglianza al rispetto del prossimo mettendoli in relazione con chi vive e realizza il servizio civile.”

Effetto pandemia
Il progetto “sfrutta l’effetto pandemia”, che ha definitivamente cambiato le regole di socializzazione: è diventato comune guardate webinar, video online, fare riunioni al pc.
Da qui, la formula scelta della diretta streaming, che sarà accessibile a tutti dalle pagine Facebook di ASC Aps e dal canale Youtube di ASC Aps.
Infatti, non è un appuntamento di formazione rivolta agli operatori volontari, fase conclusa da tempo, ma uno spazio a cavallo tra l’informazione, l’approfondimento e la riflessione che parte dallo spaccato sull’attualità per stimolare il confronto coi cittadini di oggi e domani.

“La disponibilità di Luca Mercalli per parlare ai giovani ci onora. Volutamente parlo di giovani e non di operatori volontari, perché questi appuntamenti sono un’opportunità aperta a tutti, da chi il servizio civile non l’ha mai svolto a chi lo svolgerà, fino a chi è semplicemente curioso di ascoltare il tema di volta in volta in programma.” – continua Licio Palazzini, presidente nazionale ASC Aps– “Il servizio civile va oltre i 12 mesi di impegno di un volontario, è un momento fondamentale nella costruzione dei valori di cittadinanza. Ecco che ASColtando vuole essere uno dei momenti per parlare di questi valori e della realtà e che come associazione possiamo offrire.”

ASColtando, i talk di ASC Aps

Domande e risposte con Luca Mercalli

DAI FRIDAY FOR FUTURE A GRETA THUNBERG. L’IMPEGNO DEI GIOVANI PER IL CLIMA?

Venerdì 27 novembre – ore 11

Sulla pagina Facebook di ASC e sul canale Youtube di ASC

L’annuncio è arrivato dal ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora, che ha la delega per il servizio civile: «Sono davvero contento – ha detto nei giorni scorsi – di aver chiesto e ottenuto 200 milioni in più per il 2021 e 200 milioni in più per il 2022 per il Servizio civile universale». E aggiunge: «Troveremo nei prossimi mesi ulteriori somme e il Servizio civile universale sarà al centro degli investimenti previsti grazie al Recovery fund». La notizia arriva dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri il 18 ottobre del testo dello schema della manovra di Bilancio approvato con la formula “salvo intese”.

Un impegno che dunque attende la conferma definitiva, in sede di legge di stabilità. I circa 300 milioni l’anno – tenendo conto dei 99,3 per il 2021 e dei 106,5 per il 2022 già stanziati – permetteranno al Servizio civile di tornare a respirare, salvandolo dal rischio di dover ridurre a circa 18mila il numero delle ragazze e dei ragazzi da impiegare nei servizi alla persona, alla cultura, all’ambiente. Sarebbe stato uno spreco enorme di energie dei tanti giovani che ogni anno vedono respinta la loro domanda per mancanza di fondi. Quest’anno le richieste sono state 85.500.

Il grazie del Terzo settore​

Il primo passo per dare stabilità al contingente annuale di 50mila giovani. Il mondo del Terzo settore plaude compatto alla notizia dei 200 milioni aggiuntivi annunciati dal governo per i prossimi due anni. Ricordando che comunque gli enti in realtà già cofinanziano i progetti con stanziamenti di poco inferiori a quelli statali.
Positivo il commento della Cnesc, la conferenza di 29 tra i più importanti enti di servizio civile. «I 200 milioni aggiuntivi per il 2021 e il 2022 renderanno possibili 50mila posizioni all’anno, iniziando a dare concretezza all’obiettivo di stabilizzare il contingente annuo». La Cnesc, presieduta da Licio Palazzini, apprezza «l’impegno e la sensibilità» dei ministri Spadafora e Gualtieri e del premier Conte».

La Cnesc tiene a ricordare il suo cofinanziamento di poco inferiore a quello statale: «I 29 enti Cnesc hanno investito oltre 90 milioni di euro, a fronte di uno stanziamento statale di 116». Tre le richieste della Conferenza degli enti: «Qualità delle esperienze svolte dai giovani, anche attraverso il riconoscimento delle competenze acquisite», poi «efficacia dei programmi messi in campo dagli enti, ma anche «un tagliando di alcune parti della riforma».

L’articolo continua su Avvenire

Positivo il commento della CNESC alla scelta del Governo di accogliere la richiesta di 127 enti accreditati e di 132 personalità di stanziare adeguati fondi aggiuntivi per il Servizio Civile Universale.

I 200 milioni aggiuntivi per il 2021 e il 2022 renderanno possibili 50.000 posizioni all’anno, iniziando a dare concretezza all’obiettivo di stabilizzare il contingente annuo del SCU.

Un ringraziamento all’impegno del Ministro Spadafora e alla sensibilità del Presidente del Consiglio Conte, del Ministro Gualtieri e di tutte le componenti del Governo.

Adesso è possibile aprire tre pagine nuove:

  1. Operare per la qualità delle esperienze svolte dai giovani, anche attraverso il riconoscimento delle competenze acquisite
  2. Incrementare l’efficacia dei programmi messi in campo dagli enti
  3. Fare un tagliando di alcune parti della riforma del 2016.

Su questo e sul miglioramento continuo del SCU la CNESC, con tutte le sue 29 organizzazioni socie, continuerà a dare il proprio contributo, seguendo con attenzione l’iter parlamentare di conversione in legge della proposta del Governo.

Il servizio civile, in circa 40 anni di esercizio, ha dimostrato di essere una formidabile palestra di cittadinanza, un’esperienza di crescita personale e un’occasione per migliorare le proprie competenze. Il servizio civile è stato e sa essere un generatore di persone formate all’impegno e alla partecipazione in una fase in cui il tessuto sociale è sempre più lacerato.

L’esperienza consolidata in questi decenni ci consente di affermare che chi ha fatto servizio civile è più attrezzato a saper lavorare di chi non ha avuto questa opportunità– dichiara Licio Palazzini, Presidente CNESC –I giovani che scelgono di dedicare questo anno della propria vita alla comunità sono disponibili a dare agli altri, sia individualmente che dentro percorsi organizzati. Sono capaci di leggere le sfide che affronta la società e che influiranno sulla loro generazione, dall’impatto nei territori del cambiamento climatico, alla dimensione socio-sanitaria della salute, fino ai mutamenti demografici e sociali.
Durante il passare dei mesi acquistano coscienza di sé e si rivelano consapevoli e disponibili a impegnarsi con le istituzioni, come partecipanti al voto o in qualità di rappresentanti nelle istituzioni, nelle giurie popolari.
Come CNESC, sono qualità che coltiviamo e contribuiamo a far maturare durante i mesi di servizio civile per formare persone che siano innanzitutto cittadini.
Però, mentre l’Europa intitola il recovery fund “Next Generation EU”, in Italia corriamo il rischio di dimenticare proprio i giovani e le opportunità che dovremmo garantirgli.
Questo enorme patrimonio, anziché coltivarlo per valorizzare le potenzialità delle generazioni future, lo stiamo trascurando: la legge di stabilità 2020 ha stanziato 99 milioni per il 2021 e 104 milioni per il 2022, ma con tali cifre gli avvii precipiterebbero dai 53mila del 2018 ai 18mila del 2021.