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Arci Servizio Civile
Prima durante e dopo il Servizio civile PDF Stampa E-mail

Brain storming 2 incontro volontari 2019 ridLaura è una volontaria di Bra e sta svolgendo il suo servizio nel progetto “Biodiversità, educazione e Slow food”, dedicando alla comunità il tempo che intercorre tra la laurea (nel suo caso in scienze gastronomiche) e la prima assunzione. A Trieste, durante il 2° incontro nazionale dei volontari di ASC, ha coordinato il gruppo “Oltre il servizio civile”, che voleva analizzare l’impegno dei ragazzi al termine dell’anno di servizio.

Perché vi siete posti il problema del dopo, mentre siete ancora nel durante?
L’incontro è avvenuto alla metà del nostro anno di servizio, così tutti abbiamo avuto il modo di capire e comprendere quello che stiamo facendo.
Tutti i partecipanti al nostro gruppo (ma devo dire anche gli altri con cui mi sono confrontata nei momenti comuni dell’incontro) abbiamo una sensazione comune: non vorremmo che questa esperienza finisse, sentiamo di poter dare molto e ci sembra di non avere tempo a sufficienza per fare tutto ciò che vorremmo.

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Non si può più smettere di essere volontario! PDF Stampa E-mail

Veronica Pavoni ridAl circolo Legambiente di Acireale presta servizio Veronica, volontaria che a Trieste, nel secondo incontro nazionale dei volontari di ASC, ha coordinato il gruppo “Partecipazione”.

Come avete impostato il lavoro?
Ci siamo sentiti prima dell’incontro di Trieste facendo riunioni via skype per decidere il tema e i punti salienti. Era necessaria una fase di allineamento tra ragazzi di diversa provenienza e con storie differenti alle spalle.

Di cosa avete discusso?
Il mio gruppo di lavoro, dal titolo “Partecipazione” aveva l’obiettivo di capire come fare sentire il volontario un cittadino attivo.
Abbiamo discusso delle criticità e delle opportunità della nostra esperienza. Abbiamo confrontato le diverse realtà di provenienza per capire quali spazi di espressione ci sono concessi, se sono sufficienti, se possono essere strutturati in modo diverso.

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Presentato il XVIII rapporto CNESC PDF Stampa E-mail

CNESC19.357.920 ore di servizio suddivise in 18.606.600 ore in Italia e 751.320 all’estero.
95.861.741 di euro investiti dagli enti CNESC (tra costi diretti, figurativi e valorizzazione del lavoro gratuito), a fronte di uno stanziamento statale di 83.466.300 di euro (per rimborso forfettario per la formazione generale, assegni mensili e assicurazione dei giovani avviati al servizio presso gli enti della CNESC).

Questi i dati più significativi contenuti nel XVIII Rapporto Cnesc presentato stamani in un'affollatissima sala Basevi di Legacoop a Roma e che è stato redatto e presentato anche con l'intento di "Fare cultura sul servizio civile e di identificare e condividere le buone prassi" come ha detto il vicepresidente della Cnesc Primo Di Blasio in apertura lavori.

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TRIESTE ON SIGHT PDF Stampa E-mail

ImmagineSabato 6 luglio Trieste on Sight ospiterà il 2° Incontro Nazionale dei volontari di Arci Servizio Civile.

Sono previsti una cinquantina di giovani provenienti da tutte le regioni italiane per discutere del senso e dell’importanza del servizio civile oggi, dell’impegno dei giovani e della cittadinanza attiva, di partecipazione dei giovani nelle associazioni, declinandone interazione e strumenti e di rappresentanza dei volontari nelle associazioni.
Le tematiche saranno affrontate focalizzando l’attenzione sulla creazione di metodologie di partecipazione e rappresentanza, soprattutto all’interno di Arci Servizio Civile e delle associazioni socie, con la consapevolezza dell’importanza che questa giornata di scambio, di confronto e di discussione avrà per l’intero mondo associativo.

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Esiti XVI Assemblea Nazionale PDF Stampa E-mail

20190628 badge ridVenerdì 28 Giugno, si è tenuta la XVI Assemblea Nazionale della nostra Associazione che ha assunto la ragione sociale ASC APS. È stata una bella giornata di incontro e di lavoro, con una ampia partecipazione sia dei delegati che degli invitati.

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Servizio Civile Universale: le criticità evidenziate dai volontari PDF Stampa E-mail

Elena Sacchetti- gialla - Sara Zaccaro cesena RIDI giovani volontari in servizio hanno autonomamente elaborato e definito un testo che è stato inviato al Presidente del Consiglio e al Sottosegretario Spadafora sollevando alcuni dei nodi che attanagliano le sorti del Servizio Civile Universale, che dev’essere un’opportunità per tutti e non un privilegio per pochi.

La consapevolezza dimostrata dai ragazzi ha evidenziato ancora una volta che il Servizio Civile Universale è molto più di una semplice esperienza di volontariato, ma costituisce una possibilità di espressione personale, di valorizzazione delle capacità del singolo e che non si esaurisce negli obiettivi del progetto.

Seppure con le dovute differenze tra i testi inviati dalle diverse realtà, le missive hanno come comune denominatore la richiesta di reperire sufficienti risorse per rendere questa magnifica esperienza possibile per quanti vorranno farla. È questo, secondo il comune giudizio dei volontari, l’unico modo per garantire che la difesa non armata e nonviolenta della patria venga percepita contemporaneamente come un diritto ma anche un dovere, secondo il dettato dalla Costituzione Italiana.

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Servizio civile, gli enti: «Le priorità siano continuità e universalità» PDF Stampa E-mail

Licio Palazzini CNESCLicio Palazzini, presidente della Cnesc, replica all'intervista di Vita.it alla capa dell’Ufficio per il Servizio civile universale, Titti Postiglione, che aveva chiarito come difficilmente il Governo troverà i fondi per pareggiare la capienza di 300 milioni dell'anno scorso. «Significa 12mila posti in meno. L'importante ora è che si introducano le nuove norme nella programmazione triennale e si arrivi a settembre 2020 con il bando per i volontari», aggiunge Palazzini.

Il primo a commentare le novità che Titti Postiglioni, capo dell’Ufficio per il Servizio civile universale, aveva raccontato in un'intervista a Vita.it è Licio Palazzini, presidente della Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile, che sempre sul nostro sito, aveva sottolineato i tre nodi su cui da mesi cercava una risposta dal sottosegratario con delega alle Pari opportunità e ai Giovani, Vincenzo Spadafora. Le tre voci erano: la programmazione triennale, la dotazione finanziaria e l’adeguamento del Dipartimento.

L'intervista completa su Vita

L'intervista di Titti Postiglione, a cui Licio Palazzini replica

 
Servizio civile alla parata del 2 giugno: storia di una partecipazione tormentata PDF Stampa E-mail

parata 2 giugno BNegli anni è stata contestata soprattutto dal mondo pacifista e nonviolento, che ne ha sottolineato la contraddizione tra l’essere una manifestazione legata alla Festa della Repubblica e il suo concretizzarsi in forme strettamente militaresche. Quest’anno la parata avrà come tema specifico quello dell’inclusione

Nata nel 1948 per celebrare il secondo anniversario della Repubblica, due anni dopo la sfilata su via dei Fori Imperiali sarà inserita nelle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Sospesa alla fine degli anni ’70 per contenere la spesa pubblica, la parata fu ripristinata nel 1983, ma le celebrazioni si svolsero la prima domenica di giugno sull'itinerario Aventino-Porta S. Paolo in ricordo della resistenza all’occupazione tedesca della città di Roma. Il 4 giugno 2000, per volontà del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, la sfilata militare tornò a far parte delle celebrazioni della Festa della Repubblica e sul percorso dei Fori Imperiali. Quest’anno avrà come tema specifico quello della “Inclusione quale affermazione del diritto di ogni singola persona di avere accesso ed esercitare, nella società di cui è parte, le stesse opportunità”.

Il prossimo 2 giugno, per festeggiare la festa della Repubblica, si terrà l’ennesima parata militare, appena stemperata dalla modesta presenza di una piccola componente civile: un gruppetto di sindaci, un po’ di personale non armato, qualche ragazzo e ragazza del servizio civile. Saranno 2-3 milioni di euro spesi per far marciare i soldati armati, far volare le frecce tricolori, far sfilare i mezzi militari con cannoncini e mitragliatrici”, scrive Giulio Marcon, Portavoce della campagna “Sbilanciamoci”, voce controcorrente rispetto a questa manifestazione.

La riflessione continua sul Redattore Sociale

 
Parata 2 giugno. Orgoglio, non disagio: parlano i ragazzi del servizio civile PDF Stampa E-mail

prove parate 2 giugnoDa giovani di un Istituto che nasce dall’obiezione di coscienza e si fonda sulla “difesa non armata e nonviolenta della Patria”, avvertono fino ad un certo punto la contraddizione di stare in un contesto così militarizzato. Ecco le impressioni raccolte nel corso delle prove generali della parata, lungo i Fori imperiali

Porta un nastrino tricolore tra i capelli Valeria, una delle 47 tra volontarie e volontari del Servizio Civile Universale, che domani - domenica 2 giugno - sfileranno nella tradizionale parata lungo i Fori imperiali per la Festa della Repubblica. Insieme ai suoi colleghi di servizio, provenienti dalle sedi romane e laziali di vari enti, hanno passato gli ultimi 20 giorni ad esercitarsi per marciare davanti al Presidente della Repubblica e alle più alte cariche istituzionali. Saranno una macchia bianca nel settimo ed ultimo settore della parata, quello riservato ai corpi armati e non dello Stato, preceduti dal rosso dei volontari dalla Croce Rossa e seguiti dal blu dalla Polizia municipale di Roma Capitale.

A suo modo la “compagnia” del Servizio Civile Universale – così la chiama il programma ufficiale della Difesa, anche se i giovani preferiscono definirsi un “gruppo” - , riproduce in piccolo quello che è oggi questo istituto: ci sono ragazzi avviati nell’ultimo bando ordinario, italiani e stranieri, quelli che hanno usufruito delle quote riservate dai fondi FAMI ai titolari di protezione internazionale, e quelli partiti con gli ultimi bandi di Garanzia Giovani, destinati a giovani che non studiano e non lavoro. L’età varia dai 18 ai 29 anni, la presenza femminile predominante ed è donna anche la portabandiera, Ilaria Labate.

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