Concluso aRomail secondo (il primo pochi giorni fa a Milano) dei due eventi di presentazione nei quali Arci Servizio Civile nazionale aps ha affrontato il tema delle competenze materiali e immateriali acquisite dai giovani durante il periodo di servizio civile, la loro valenza trasversale e il riconoscimento, la “spendibilità” e certificazione.

La sessione mattutina   si è focalizzata sul contributo degli enti di servizio civile, degli operatori volontari e delle università, mentre quella pomeridiana ha puntato l’attenzione sul contributo delle Istituzioni e delle reti associative.

Dopo i saluti di Licio Palazzini presidente di ASC aps, Paola Santoro, affiancata da Gaia Brandi ha aperto i lavori illustrando il progetto che in ASC aps ha sviluppato insieme a 200 giovani in SC per giungere, al termine del loro anno di servizio, a un modello per la valorizzazione della loro esperienza attraverso la definizione delle competenze civiche e trasversali acquisite.

“Il SC negli ultimi anni ha incrociato circa 50000 giovani all’anno e per loro non è stato solamente una palestra di cittadinanza ma anche un generatore di competenze; da questo progetto importante, quindi, scaturisce la logica domanda del come poter rendere un diritto per giovani il riconoscimento di queste competenze che, spesso, non sono consapevoli di aver acquisito. Il riferimento è in particolare alla capacità di problem solving, il pensiero critico, la creatività, la capacità di gestire le persone e di lavorare in team, le competenze personali ed emotive”.

Licio Palazzini presidente di ASC aps

L’esperienza del servizio civile coniuga nel giovane la forte motivazione della possibilità di fare un’esperienza scegliendo il settore, l’organizzazione, il progetto che interessa all’apprendimento “utile” per gli altri e per il soggetto stesso. Sono proprio l’ambiente, il contesto e le motivazioni che hanno fatto scegliere il servizio civile a favorire nei giovani il processo di apprendimento”.

Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum Nazionale Servizio Civile

Quello delle competenze trasversali e civiche è un tema che mi affascina, perché la mente è il cuore pulsante di questo progetto che dobbiamo cercare di portare a sistema e che anche la Cnesc individua come prototipo per interventi futuri sul tema delle competenze. Devo notare che probabilmente il fatto che le aziende stiano perdendo così tanti dipendenti è perché si sta sfilacciando quel senso di legame tra l’obiettivo della ripresa economica e il senso di appartenenza alla comunità. Oggi il vero fattore strategico per il successo di qualsiasi attività – anche imprenditoriale – è proprio la capacità di incorporare nella mission i valori, finalizzati al progresso materiale e spirituale della comunità e alla crescita dei lavoratori”.

Paolo Bandiera Ufficio di Presidenza Cnesc – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile

Quando ho fatto il SC non c’era alcuna certificazione di competenze: concludevamo l’anno salutando le persone con cui avevamo collaborato e tutto finiva lì, mentre oggi più che mai servono persone che nei propri profili professionali abbiano anche una coscienza sociale”.

Giovanni Rende, presidente della Consulta Nazionale Servizio Civile e Rappresentanza Operatori Volontari

Paolo Di Rienzo, dell’Università Roma Tre e Alessandro Rosina, dell’Istituto Toniolo-Università Cattolica di Milano hanno sottolineato l’importanza delle competenze sociali, trasversali, civiche. Indipendentemente dal nome che viene loro dato. Entrambi hanno evidenziato come nel mondo attuale le sole competenze pratiche non siano affatto sufficienti sia per inserirsi nel mondo del lavoro che per affrontare la vita a tutto tondo. In Italia come all’estero. È molto importante quindi che le giovani generazioni siano messe in grado di riconoscere quali sono le competenze che posseggono, attraverso strumenti che li aiutino ad individuarle. Uno dei principali è proprio il servizio civile.

Nella sessione pomeridiana dopo una breve presentazione del progetto di ASC aps ai partecipanti al secondo panel si sono susseguiti gli interventi.

Questo progetto va lodato perché ha accettato la sfida di confrontarsi con un sistema complesso. Infatti le certificazioni per essere validate devono seguire un percorso ben definito e ASC aps lo ha seguito. Insieme siamo riusciti a identificare quali competenze siano esclusive del SC e quali siano invece presenti anche in altre situazioni“.  

Riccardo Mazzarella di INAPP- Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche

Vanessa Pallucchi, Portavoce del Forum del Terzo settore ha descritto il progetto FQTS che negli anni ha valorizzato e certificato le competenze dei quadri del terzo settore al fine di costruire una sorta di habitat anche politico informale che voglia e faccia proprio come in uno snodo anche la cura del capitale umano.

Noi siamo portatori dell’educazione non formale: quanto in quella formale si parla dei temi a noi cari compreso il SC? Poco e in maniera incoerente; noi invece vogliamo allinearci e trovare una piattaforma comune di prassi e metodi. Perchè le competenze trasversali di cittadinanza si maturano dentro a contesti complessi e dinamici come le reti associative“.

Vanessa Pallucchi, Portavoce del Forum del Terzo settore

Andrea Simoncini del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inserito il progetto di ASC Aps sulle competenze civiche e trasversali degli operatori volontari del SCU nel quadro più ampio dell’apprendimento non formale che vede anche il volontariato nel quadro del decreto legislativo n. 13 del 2013. La presentazione del Rapporto di referenziazione 2022 permette positivi passi avanti di inserimento delle competenze del progetto nel percorso che le istituzioni deputate alla certificazione delle competenze stanno compiendo.

Appena insediato mi sono reso conto che dovevamo dare chiarezza e semplificazione senza aggiungere ulteriori adempimenti anzi offrendo la massima trasparenza: per questo quando abbiamo preparato la documentazione per l’avviso pubblicato ieri, senza voler assolutamente perdere la scadenza abbiamo cercato di semplificare al massimo, lavorando in maniera condivisa e collaborando. Ed è anche per questo che la settimana scorsa nel corso della Consulta abbiamo detto che lanceremo un tavolo inter Istituzionale insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le Regioni le Province autonome, la Consulta degli enti e tutti gli interlocutori che riterremo necessari per giungere insieme alla definizione del processo di certificazione delle competenze che non dovrà assolutamente essere eccessivamente oneroso per qualcuno o andare a scapito delle attività usuali. La decisione politica è già stata presa.  Il lavoro degli Enti è estremamente utile così come la necessità di dare ai volontari contezza di quanto hanno appreso. Sono molto contento di aver potuto lanciare grazie al PNNR il bando quantitativamente più significativo nella storia del SC, perché questo è un mondo estremamente stimolante e le attività che i volontari di SC portano avanti rappresentano una vera oasi di valori e concludo dicendo che forse ci dovrebbe essere uno slancio maggiore di comunicazione da parte di tutti, per farlo conoscere sempre più”.

Michele Sciscioli, Capo Dipartimento Politiche Giovanili e SCU presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

Laura Formenti, presidente della RUIAP ha sottolineato come il progetto possa favorire la crescita delle Reti Territoriali dell’Apprendimento Permanente, facendo crescere in tal modo la collaborazione fra i soggetti dell’Apprendimento Formale (fra le quali le Università) e quelli dell’Apprendimento Non Formale, quali il volontariato e il servizio civile universale.

Nelle conclusioni Licio Palazzini ha espresso soddisfazione per la corale richiesta di valorizzazione formale delle competenze civiche e trasversali, emersa sia nel convegno di Milano che oggi a Roma. L’annuncio del Capo Dipartimento Politiche Giovanili e SCU, Michele Sciscioli, di avviare a breve il tavolo interministeriale, interistituzionale, con gli enti del SCU e la rappresentanza degli operatori volontari, significa per ASC Aps aver raggiunto l’obiettivo di mettere a disposizione un prototipo validato e efficace per raggiungere finalmente l’obiettivo di valorizzare le competenze civiche e trasversali dei giovani, che si aggiungono a quelle tecnico professionali.

Si parlerà di servizio civile, competenze trasversali e di come collegare quest’esperienza fortificante con la costruzione di una generazione di cittadini forti e consapevoli.

Le competenze materiali e immateriali acquisite dai giovani durante il servizio civile, per la loro valenza trasversale devono essere riconosciute nel mondo professionale, in quello del terzo settore, in quello accademico (preposto alla formazione) e in quello della pubblica amministrazione.

Con questo obiettivo, dopo l’appuntamento milanese, la presentazione dei risultati del progetto “I giovani e il terzo settore per un futuro più coeso”, ci sarà un secondo momento a Roma.

Qui, la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale (tra cui Ministero del Lavoro, Politiche attive del lavoro, INAPP, Dipartimento Politiche Giovanili e SCU, RUIAP) permetterà l’approfondimento per la costruzione di un sistema formale di riconoscimento di queste competenze.

Link per iscriversi all’evento

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Si è concluso a Milano il primo appuntamento promosso da ASC nazionale aps sulle competenze materiali e immateriali acquisite dai giovani durante il periodo di servizio civile e la loro “spendibilità” nel mondo del lavoro.

Come ha dichiarato Licio Palazzini in apertura lavori

“Noi non vogliamo fermarci all’anno di servizio civile, ma affrontiamo il suo dopo e il suo oltre. Per questo riteniamo importanti le competenze acquisite, la loro valenza trasversale, il loro riconoscimento e certificazione. Nello sviluppo del progetto durante lo scorso anno abbiamo selezionato tali competenze rifacendoci a normative nazionali ed europee ed a quelle personali ed emotive, di comunicazione, organizzative e di cittadinanza abbiamo deciso di aggiungere anche quelle digitali, che tra l’altro sono le uniche al momento che hanno già un sistema certificato di registrazione e certificazione. Il dibattito odierno verterà sul loro valore curriculare con esperti del settore”.

Licio Palazzini, Presidente ASC nazionale aps

Secondo Vanessa Pallucchi Portavoce del Forum del Terzo Settore le competenze trasversali permettono ad ogni soggetto non solo di inserirsi in un’organizzazione di terzo settore, ciascuna caratterizzata da una propria peculiarità e da uno schema relazionale complesso, ma anche di essere volano per apportare innovazione.
Tiziana Solagna, HR Business Partner Manager di Fastweb ha evidenziato che il servizio civile è un generatore di competenze trasversali che nel mondo del lavoro sono imprescindibili.

“Quando un giovane si propone per l’esperienza lavorativa, il valore delle sue competenze trasversali è paritetico e anzi molto spesso superiore al peso delle competenze tecnico-operative. Il mondo del lavoro cambia a una velocità molto forte e le competenze trasversali sono quelle che permettono al giovane di cogliere le opportunità e di adattarsi al cambiamento in funzione il lavoro”

Per Paola Rossetti, Funzionario Education presso Assolombarda, Le competenze trasversali sono importanti, in generale definiscono l’attitudine di una persona nella vita, potremmo definirle il petrolio del futuro. Ovviamente la diffusione capillare delle tecnologie e da una parte e la crescente complessità e mutevolezza degli scenari dall’altra hanno fatto sì che le aziende mostrassero una sensibilità crescente proprio nei confronti del pensiero critico, della capacità di risolvere i problemi complessi, dell’apprendimento attivo e dell’attitudine a lavorare in gruppo. In fase di offerta lavoro spesso le competenze trasversali vengono date per scontate e proprio per questo motivo una loro certificazione e validazione dovrebbero essere indispensabili anche perché i soggetti sono poco abituati a dare loro un peso e quindi a valorizzarle. Eppure un’analisi che abbiamo fatto su 150mila offerte di lavoro ha evidenziato che tra le richieste che compaiono ci sono il pensiero creativo, la capacità di comunicare con persone esterne all’organizzazione, quella di programmazione, la soluzione di problemi complessi, l’adattabilità, la flessibilità, la leadership ecc ecc.

non vogliamo fermarci all’anno di servizio civile, ma affrontiamo il suo dopo e il suo oltre. Per questo riteniamo importanti le competenze acquisite, la loro valenza trasversale, il loro riconoscimento e certificazione.
il servizio civile e le competenze trasversali

Laura Ferrari, Responsabile servizio Orientamento · AFOL Metropolitana – Agenzia Metropolitana per la formazione, l’orientamento e il lavoro

“Noi siamo dei mediatori del lavoro: accompagniamo e prepariamo le persone, le aiutiamo a crescere, le presentiamo all’azienda nel modo più modo efficace, magari proponendo anche noi delle modalità di inserimento e di avvicinamento e per questo riteniamo il servizio civile un’esperienza di apprendimento”

Lucia Cianca Ricercatrice Università Cattolica del Sacro Cuore, ha ricordato che il 2023 è l’Anno Europeo delle Competenze ed ha evidenziato come le competenze trasversali sembrino mutuate dalla classificazione ESCO dell’Unione Europea che le basa sulla relazione tra diversi concetti (conoscenza abilità atteggiamenti e valori competenze e conoscenze linguistiche). Un aspetto importante è quello della loro valutazione, prima della loro validazione: temi affrontati nel Master Gestione e certificazione delle competenze da lei curato insieme a Eloisa Cianci (che non è potuta intervenire al convegno)
, ha sottolineato come la chiusura dell’alternanza scuola – lavoro sia stata negativa per i ragazzi che si sono trovati senza alcuna opportunità di incontro con le aziende ed ha evidenziato l’impossibilità di certificazione da parte della scuola delle competenze trasversali.

“Noi possiamo certificare solo le competenze tecniche”.

Luigi Calò, Responsabile del PTCO I.I.S. Curie-Sraffa

In chiusura lavori Palazzini ha ringraziato i partecipanti per aver fornito ulteriori piste di lavoro per presentare il progetto alle Istituzioni – che hanno il compito di dare risposte – e dall’altra per aver indicato altre che per noi sono estremamente utili anche a breve, ovvero in fase di colloquio con i giovani che hanno fatto domanda.

Mi auguro che ci incontreremo ancora perché vorrà dire che questo progetto è stato in grado di attivare delle sfide alle Istituzioni, in particolare al Dipartimento del Servizio Civile e alle Regioni

Prossimo appuntamento (in presenza e in streaming) a Roma mercoledì 1° febbraio presso il Centro Congressi Carte Geografiche in via Napoli 36 con la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale.

Arci Servizio Civile nazionale aps attraverso il progetto “I giovani e il terzo settore”, realizzato insieme agli enti del terzo settore, con la consulenza del mondo accademico e in collaborazione con soggetti del settore pubblico e privato, ha sviluppato un modello per valorizzare l’esperienza fatta dai giovani, stimolandone il protagonismo.
Per esaminare le risultanze del progetto e il modello sviluppato che tocca le competenze materiali e immateriali acquisite dai giovani durante il periodo di servizio civile, la loro valenza trasversale e il riconoscimento, la certificazione e il valore curriculare Arci Servizio Civile nazionale aps ha promosso due differenti appuntamenti, uno a Milano ed uno a Roma.

L’appuntamento di Milano è fissato per giovedì 19 gennaio al Salone Isnardi EMiT Feltrinelli in Piazzale A. Cantore 10.
Quello di Roma per mercoledì 1 febbraio presso il Centro Congressi Carte Geografiche in via Napoli 36.

A Milano come a Roma le sessioni mattutine saranno dedicate al tema “Competenze di cittadinanza e trasversali e servizio civile: il contributo del Terzo Settore e degli enti di servizio civile” con la presenza degli enti di servizio civile, a Milano, degli enti, della rappresentanza degli operatori volontari, delle Università a Roma.

Le competenze di cittadinanza e la loro “spendibilità” nel mondo del lavoro saranno invece affrontate con soggetti esterni al mondo del servizio civile e da due differenti punti di vista.

A Milano con il contributo di esponenti del mondo del lavoro e universitario e di agenzie di formazione e orientamento (tra cui Assolombarda, servizio Orientamento, AFOL Metropolitana, Università Cattolica del Sacro Cuore) si metterà l’accento sull’interesse del mondo del lavoro nei confronti delle persone che hanno nel loro bagaglio queste competenze.
Mentre a Roma la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale (tra cui Ministero del Lavoro, Politiche attive del lavoro, INAPP, Dipartimento Politiche Giovanili e SCU, Regioni, RUIAP) permetterà l’approfondimento per la costruzione di un sistema formale di riconoscimento di queste competenze.

ll Servizio Civile interessa, ogni anno, oltre 50.000 giovani fra i 18 e i 28 anni. In 20 anni, quest’istituto, ha dimostrato di essere capace di concorrere alla generazione di competenze di cittadinanza e di soft skills. Fino ad ora, però, non è stata sviluppata una procedura per il riconoscimento di questa capacità. Ciò è molto grave, perché questa mancanza non consente di concretizzare il capitale di innovazione e di impatto sull’impegno civico e l’occupazione.

Nei pochi tentativi fatti in questi anni, nessuno degli interventi messi in campo ha tenuto insieme la dimensione di acquisizione di strumenti di cittadinanza, accanto a quelli professionali.
Invece, il Servizio Civile Universale ha dimostrato di poter contribuire all’educazione e formazione dei giovani: stare in ambienti di gruppo e lavorativi, affrontare e risolvere situazioni critiche o inaspettate, apprendere le regole di base dell’esperienza di partecipazione civica.

Licio Palazzini, Presidente ASC

Da qui nasce il progetto “I giovani e il terzo settore”, sviluppato da ASC assieme agli enti del terzo settore, con la consulenza del mondo accademico e in collaborazione con soggetti del settore pubblico e privato.

Il progetto che, alla fine di quest’anno di attività, ha sviluppato un modello per valorizzare l’esperienza fatta dai giovani, stimolandone il protagonismo.
Giovani che, accompagnati nel percorso di emersione, hanno acquisito la consapevolezza delle loro capacità pronti ad essere cittadini partecipi e attivi.

La presentazione dei risultati avverrà a Milano il 19 gennaio.

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L’uscita dalla pandemia ci scopre più fragili nel riprendere la vita di relazione diretta, la tentazione dell’online è forte, la partecipazione sociale e la coesione delle comunità vanno a picco.

In questa situazione, è ancora più importante accompagnare i giovani a saper essere cittadini, obiettivo del progetto “I giovani, il Terzo Settore: le competenze civiche e trasversali per un futuro più coeso” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di cui ASC Aps è capofila.

Dopo un percorso di tre mesi, 146 operatori volontari del Servizio Civile Universale, dei 200 che avevano deciso di partecipare, hanno fatto richiesta di attestazione delle competenze individuate in uno specifico referenziale, elaborato con il concorso di esperti dell’Università Roma Tre, dell’Università Cattolica di Milano, di INAPP, di Social Hub, della Fondazione Emit Feltrinelli, del Forum del Terzo Settore, di Assifero, della Cnesc, dell’Associazione giovanile Mai dire Mai e di Fastweb.

Il percorso è stato accompagnato da 38 esperti nella individuazione e messa in trasparenza delle competenze, e ha permesso ai giovani di far emergere le conoscenze, supportate da evidenze, di cui sono portatori e che sono state generate o potenziate dall’esperienza del servizio civile.
Il percorso li ha portati a avanzare una domanda di attestazione che comprende sia profili già presenti nell’Atlante Lavoro e nei repertori regionali, sia profili legati alle competenze del referenziale del progetto che agisce nell’area Personale e Emotiva, di Cittadinanza, Digitale, della Comunicazione, Metodologica e Organizzativa.

Con questo progetto, per quanto di propria competenza, ASC Aps si pone l’obiettivo di dare concreta attuazione a quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 13 del 2013 che si prefigge, nell’ambito dell’educazione non formale e informale, la valorizzazione dell’apporto dell’esperienza del servizio civile al percorso di vita dei giovani.

Pensiamo che l’abbinamento di profili già certificabili e di profili per i quali serve una scelta delle istituzioni affinchè lo divengano, sia una innovazione molto rilevante, che fa fare passi avanti ad uno stallo oggi esistente, anche dentro le istituzioni che hanno competenze su questa materia, nell’attuazione dell’obiettivo del SCU di valorizzare le competenze dei giovani che lo svolgono.

Il progetto di cui ASC Aps è titolare, condiviso con i partner prima richiamati, si prefigge anche di dare attuazione a quanto previsto nel PNRR, quando si prevede di “promuovere l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente (soft skills, competenze personali, sociali, competenze di cittadinanza attiva) in linea con la Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 (2018/C/189/01).

Adesso queste domande saranno oggetto di esame da parte della Commissione di Validazione per rilasciare ad ogni giovane uno specifico attestato.

Quale sarà il valore di questo attestato?
La risposta è in mano ad alcune istituzioni (Ministero del Lavoro, Regioni, Dipartimento Politiche Giovanili e Servizio Civile Universale) che hanno l’opportunità, assieme agli enti di servizio civile, di superare in positivo il pasticcio che è stato realizzato dal Dipartimento stesso con le disposizioni del 25 Gennaio 2022, lavorando quindi nei prossimi mesi per creare il necessario quadro istituzionale, di contenuti e procedure, di risorse economiche aggiuntive al fondo nazionale del servizio civile.

Col secondo appuntamento in presenza si avviano a conclusione i due mesi di formazione con gli emersori di terza generazione. Si tratta del secondo degli appuntamenti in presenza previsti nel bimestre formativo svolto con i 40 professionisti che hanno aderito al progetto di ASC aps per diventare le guide dei 200 operatori volontari attualmente in servizio civile.
Dal 1° marzo si cominciano a incontrare i 200 ragazzi volontari che i 40 emersori avranno il compito di accompagnare nel percorso di emersione delle competenze civiche, di cittadinanza e trasversali che ogni ragazzo acquisisce durante l’anno di servizio civile.

Questo secondo incontro in presenza ci porta a grandi passi verso l’inizio del percorso con i ragazzi. Mancano ancora da svolgere alcuni momenti formativi sulla piattaforma e online, ma il traguardo è prossimo e con il 1° marzo si comincia il lavoro coi ragazzi.” – dichiara Paola Santoro, responsabile formazione ASC asp – “In questi 2 mesi di percorso formativo per gli emersori il lavoro è stato intenso, perché accompagnare i ragazzi è un compito delicato e, al tempo stesso, molto strutturato dal razionale predisposto in questo progetto. Gli emersori, infatti, dovranno conoscere bene sia gli strumenti che la loro applicazione così come definiti da INAPP, Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre, Università Cattolica, Fondazione Emit Feltrinelli, Social Hub.”

Il percorso di emersione
Gli emersori sono la figura che accompagnerà i volontari nella messa in trasparenza delle competenze, attraverso un mix di colloqui in presenza e on line.
Come previsto nel progetto “I giovani, il Terzo Settore: le competenze civiche e trasversali per un futuro più coeso”, si tratta di una figura centrale per rendere funzionante il meccanismo di validazione delle competenze che i giovani impegnati nel servizio civile universale acquisiscono nel corso del loro impegno a favore della comunità.

Iniziato oggi, col primo incontro, il progetto “I giovani, il Terzo Settore: le competenze civiche e trasversali per un futuro più coeso” riunendo i 25 emersori di terza generazione che hanno aderito al progetto di ASC aps per formarsi e diventare “guide”. Si tratta di professionisti che hanno accettato di accompagnare i 200 operatori volontari nel percorso di emersione delle competenze civiche, di cittadinanza e trasversali che ogni ragazzo acquisisce durante l’anno di servizio civile.

Li vediamo crescere, diventare adulti ma spesso loro stessi non riescono a rendere visibile il valore aggiunto acquisito nell’anno di servizio civile.” – dichiara Paola Santoro, responsabile formazione ASC asp – Abbiamo capito che è necessario affiancare loro una figura che li guidi in questo percorso: gli emersori, ossia le figure che li accompagneranno nella messa in trasparenza di queste competenze, attraverso un mix di colloqui in presenza e on line. Si tratta di una figura centrale per rendere funzionante il meccanismo di validazione delle competenze che i giovani impegnati nel servizio civile universale acquisiscono nel corso del loro impegno a favore della comunità.”

I giovani coinvolti
Saranno 200 i giovani impegnati in progetti di servizio civile che entreranno a far parte del progetto “I giovani, il Terzo Settore: le competenze civiche e trasversali per un futuro più coeso”, provenienti da 17 Regioni che esprimono la varietà delle situazioni territoriali, con profili differenti, fra l’altro, per età, genere, livello di istruzione formale, tipologia di progetti a cui partecipano.
Al termine del progetto i 200 operatori volontari in servizio potranno fare domanda di validazione di queste competenze, centrate su un referenziale validato dal Comitato di indirizzo e valutazione.

Abbiamo la responsabilità di dotare le nuove generazioni di competenze di cittadinanza, indispensabili per ricostruire la partecipazione sociale, e di competenze trasversali o strategiche (soft skills). Sono sempre di più le imprese e le pubbliche amministrazioni italiane che richiedono e valorizzano questo tipo di competenze, come del resto avviene in Europa già da tempo– dichiara Licio Palazzini, Presidente nazionale ASC aps –A noi ‘adulti’ spetta il compito di saperle riconoscerle nei processi formativi e professionali e accettare la scommessa delle tre transizioni, sociale, ecologica, digitale, quelle che ci possono dare un futuro di pace e coeso. Contiamo sull’interesse della Ministra Dadone in una tematica che trova anche nel PNRR specifica attenzione.”