A 25 anni dalla legge n. 64 del 2001 che ha istituito il Servizio Civile Nazionale, torna con forza una domanda: quale ruolo può avere oggi il Servizio Civile nella costruzione della pace?
È a partire da questa riflessione che la CNESC – Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova hanno promosso l’appello “La pace si fa così. Il Servizio Civile chiama all’azione”, lanciato nel corso dell’incontro dedicato al venticinquesimo anniversario della legge che ha trasformato l’esperienza dell’obiezione di coscienza in uno strumento di partecipazione civica e impegno sociale.
L’appello nasce in un contesto internazionale segnato dalla crescente normalizzazione della guerra e dalla crisi del diritto internazionale. Per questo si rivolge direttamente a enti di servizio civile, operatorɜ volontariɜ, volontariɜ, giovani e comunità, invitandolɜ a non restare neutralɜ e a rafforzare il ruolo del Servizio Civile come pratica concreta di difesa civile, non armata e nonviolenta.
Tre direzioni per costruire la pace
Il documento propone un percorso di impegno articolato in tre direzioni di lavoro, tra loro strettamente collegate.
Sensibilizzazione
Diffondere consapevolezza sui temi della pace, della nonviolenza, della difesa civile e del diritto internazionale, promuovendo momenti di confronto e informazione nei territori.
Azione
Realizzare iniziative nonviolente nelle comunità locali, visibili e creative, capaci di coinvolgere cittadinanza, associazioni e giovani in mobilitazioni concrete per la pace.
Formazione
Rafforzare e mettere in rete percorsi formativi che possano moltiplicare competenze, esperienze e pratiche di nonviolenza, creando nuove figure capaci di promuovere cultura di pace nelle comunità.
Il Servizio Civile come strumento di pace
L’obiettivo dell’appello è costruire, nel corso dell’anno, un percorso nazionale diffuso per la pace e la nonviolenza, capace di coinvolgere territori, organizzazioni e giovani volontari. Il percorso dovrebbe confluire in un momento nazionale previsto per il 15 dicembre 2026, in occasione della Giornata nazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare e del servizio civile.
In un tempo in cui la guerra sembra diventare sempre più accettata come strumento politico, il Servizio Civile è chiamato a fare ciò per cui è nato: difendere le persone, i diritti umani e la pace attraverso l’impegno civile e la nonviolenza, dal basso e nei territori.
Leggi l’appello
Il testo integrale dell’appello “La pace si fa così. Il Servizio Civile chiama all’azione” è disponibile sul sito di CNESC e invita tutte le realtà del Servizio Civile e della società civile a partecipare attivamente alla costruzione di pratiche di pace.