Nel mese in cui si celebra la Giornata della Memoria, il Ministero per lo Sport e i Giovani e la Struttura di missione per gli anniversari nazionali, hanno promosso un viaggio in Polonia, dal 18 al 20 gennaio, presso il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, al quale ha partecipato un folto gruppo di operatrici e operatori del sevizio civile universale. Tra loro 6 giovan3 impegnati nei progetti di ASC. Di seguito il racconto e le riflessioni di una di loro, Giulia Verdone, in servizio a Roma nel progetto "Diritti al plurale" con Arci Solidarietà.
"É stata un'esperienza intensa, soprattutto emotivamente. La sensazione più forte che ho provato è stato il disagio, disagio nel camminare in un luogo dove centinaia di migliaia di persone, prima di aver tragicamente perso la vita, sono state spogliate della loro dignità. Non ho potuto fare a meno di provare rabbia, perché la società di cui facciamo parte si copre di ipocrisia ogni giorno. Ho avvertito profondamente la vergogna di essere parte di un sistema che legittima la violenza e poi, durante le giornate di commemorazione, si fa
portatrice di valori che non gli appartengono.
Ci hanno insegnato che la storia dovrebbe servire come monito, al pari di un vaccino, per far sì che atrocità e violenza non vengano più perpetrate. Non è così, la storia non insegna, la sofferenza, le testimonianze e le immagini, oggi, non bastano più. Come operatrice di servizio civile, ma prima ancora in qualità di essere umano, sento il dovere di condividere questo pensiero.
Contro questa ipocrisia la scelta che mi sento di fare, forse l'unica possibile, é puntare lo sguardo su chi ha meno privilegi di me, sulle marginalità. Quest'ottica non è immune dalla sofferenza, anzi spesso mi sento sopraffatta da emozioni contrastanti, tra la gioia che provo nel riuscire a fare qualcosa di concreto per gli altri e la frustrazione derivante dal pensiero che ciò di cui avremmo tutti davvero bisogno é un cambiamento radicale delle logiche che governano la società.
Voglio però credere e sperare che ciò che tutti noi facciamo ogni giorno, con il tempo, potrà portare dei reali cambiamenti nelle nostre comunità a cui di umano, purtroppo, é rimasto poco. "