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Comunicazione
SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE: LA RIFORMA RISCHIA DI ARENARSI SULL’ACCREDITAMENTO ALL’ALBO UNICO PDF Stampa

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SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE: LA RIFORMA RISCHIA DI ARENARSI SULL’ACCREDITAMENTO ALL’ALBO UNICO

E’ chiaro l’allarme che la Cnesc lancia sulla posa del primo mattone del SCU: l’accreditamento all’Albo unico del SCU.

Infatti a 8 mesi dalla circolare che apriva la possibilità di accreditarsi, tutte le organizzazioni che hanno cercato di avviare il procedimento segnalano difficoltà di vario genere e nell’incertezza ci chiediamo come attuare questo primo passo del nuovo servizio civile.
Procedure poco chiare e risposte incerte o contradittorie e, soprattutto per il Terzo Settore, centinaia di documenti nuovi e aggiuntivi da depositare sono gli esempi più frequenti delle difficoltà raccolte.
L’effetto sulle organizzazioni già accreditate al SCN poteva essere ridotto se si fosse deciso un passaggio quasi automatico all’Albo del SCU. Così non è, nonostante una circolare di metà dicembre che avrebbe dovuto produrre questo risultato.
Adesso, a pochi mesi dall’avvio della progettazione 2018, l’atto fondamentale del servizio civile, da cui dipendono le attività a cui saranno chiamati a partecipare i giovani, complici i 6 mesi che servono per chiudere il procedimento di accreditamento, le organizzazioni accreditate al SCN, nazionali e regionali, si chiedono allarmate come sia possibile far entrare nel mondo del SCU i soggetti già accreditati e quelli nuovi, attratti dalle novità della riforma, in tempo utile al deposito dei progetti. La gran mole di documenti richiesti alle sole organizzazioni senza scopo di lucro rischia di essere un ostacolo insormontabile.
Serve un cambio di passo in brevissimo tempo che da una parte indichi la data di cessazione della validità degli attuali albi SCN e dall’altra permetta, alle organizzazioni già accreditate, di accogliere e far partecipare alla nuova progettazione sia le organizzazioni già accreditate che quelle che intendono entrare nel nuovo servizio civile.

Roma 29 marzo 2018

grazie per l'attenzione,
paolascarsi 347 3802307
ufficio stampa CNESC
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Servizio Civile, dal nazionale all'universale - Esperienze, idee e proposte di ASC Emilia Romagna PDF Stampa

Servizio Civile, dal nazionale all'universale - Esperienze, idee e proposte di ASC Emilia-Romagna

Bologna, 14 marzo 2018 ore 9:00
Sala dell'VII Centenario dell'Università di Bologna - Palazzo Poggi - Via Zamboni 33

La legislatura appena conclusa ha modificato profondamente il quadro normativo all'interno del quale opera Arci Servizio Civile, disegnando uno scenario sostanzialmente nuovo.
Asc propone una riflessione partendo dalla propria storia ed esperienza, ipotizzando il proprio ruolo come Rete Associativa ai sensi dell'art. 41 del nuovo Codice del Terzo Settore e predisponendosi in tal modo all'accreditamento nel nuovo Albo del Servizio Civile Universale.
Oggetto della riflessione sono le novità introdotte dal D.Lgs. 40/17 di riforma del Servizio Civile, la programmazione triennale e la valutazione dei risultati, tematiche che coinvolgono anche la Regione Emilia-Romagna e prefigurano una sostanziale evoluzione delle politiche regionali.
Nella convinzione che le nuove norme, ed in particolare l'unificazione degli Albi del Servizio Civile, proponga nuove opportunità di cooperazione fra Enti gestori efra essi e la Regione, Asc Emilia-Romagna avvia una discussione che avrà il suo esito nel Secondo Piano triennale del Servizio Civile che sarà adottato dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Pdf Programma 

Descrizione di alcuni progetti SCN in Emilia Romagna presentati durante l'incontro:

ASC Cesena - Progetto Ostacolo Superato
ASC Bologna - Progetto del Servizio per gli Studenti con disabilità e dsa - Università di Bologna nell’ambito di Arci Servizio Civile Nazionale

Di seguito alcune immagini dell'incontro

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Servizio Civile, virtù (e vizi) PDF Stampa

Servizio Civile, virtù (e vizi) L'articolo che il Corriere della Sera, nel suo numero del 6 Marzo, dedica al servizio civile, ai suoi numeri e alla sua riforma.

 
Il Servizio Civile necessario all’Italia e all’Europa PDF Stampa

Il Servizio Civile necessario all’Italia e all’Europa
Quattro anni positivi
Nella legislatura che si è chiusa le istituzioni, la società italiana, i giovani, le organizzazioni del Terzo Settore e gli enti pubblici hanno potuto avvalersi dell’apporto del servizio civile in misura largamente superiore al periodo 2008-2013.
I riconoscimenti che le più autorevoli Istituzioni della Repubblica hanno rivolto ai giovani e agli operatori del SCN non sono apparse grida nel deserto.
Una nuova legislazione, notevole aumento delle opportunità di servizio civile per i giovani, più ampia partecipazione delle organizzazioni attraverso progetti ammessi a bando, sperimentazioni di nuovi settori in cui operare, ingresso di alcune Amministrazioni Centrali dello Stato: questi gli elementi positivi.

Le richieste alle forze politiche
ASC chiede a tutte le forze politiche che si presentano per il voto ai cittadini di impegnarsi a consolidare lo sviluppo del Servizio Civile Universale, istituto su base volontaria. La società e i giovani non possono permettersi una nuova gelata come quella che c’è stata fra il 2008 e il 2013.
100.000 giovani ogni anno
L’obiettivo a cui ha cominciato a muoversi questa legislatura va realizzato agli inizi della prossima: 100.000 giovani all’anno che vivono l’esperienza del servizio civile universale. E nello stesso tempo serve un quadro istituzionale del SCU, nel nuovo Governo, che accompagni e acceleri la transizione dal SCN, con la prassi di ascolto e collaborazione con le formazioni sociali che è una felice caratteristica della storia del servizio civile italiano.
Per costruire la pace
Il Servizio Civile Universale vive nelle speranze, nelle paure, nelle contradizioni della nostra società. Le sfide alla Costituzione che la rinascente bellicosità degli Stati e delle società civili, la crescente xenofobia, razzismo e antisemitismo pongono alle istituzioni democratiche sono sfide anche al Servizio Civile.
Per questo, per ASC, l’obiettivo centrale della nuova legislatura è dare concretezza alle finalità di questo istituto: educazione alla pace, alla soluzione pacifica dei conflitti, educazione concreta a realizzare i valori fondanti della Costituzione.
La centralità del Terzo Settore
La nuova legislatura sarà anche chiamata a costruire una inedita coerenza fra queste finalità e i settori in cui realizzarle.
La base di questa coerenza la si vedrà nel Piano Triennale che, emanato dal Presidente del Consiglio, sarà, fin dalla procedura di ideazione e costruzione, banco di prova per la leale collaborazione fra le istituzioni della Repubblica e per la sussidiarietà fra formazioni sociali e istituzioni a cui ci richiama l’art. 118 della Costituzione. Il contributo e il peso del Terzo Settore, che ha costruito il servizio civile in Italia, andrà ulteriormente messo al centro della programmazione.
La dimensione europea
Una specifica attenzione, anche con riforme rispetto alla normativa esistente, va dedicata alla costruzione di una rete europea e internazionale di organizzazioni che possano accogliere per periodi medio lunghi giovani del servizio civile italiano, per rompere stereotipi e sprovincializzare il modo di vivere le differenze, favorendo anche la mobilità sul territorio nazionale.
La Rappresentanza dei giovani
Nella nuova legislatura andrà anche resa operativa la Rappresentanza dei giovani che svolgono il servizio civile, sviluppando e migliorando quanto già fatto.
L’esperienza di questa legislatura ci consegna un’altra indicazione. Il periodo del servizio civile va meglio collegato al prima e al dopo nella vita dei giovani.
Under 18 e servizio civile
Per gli under 18, serve prevedere, nella scuola dell’obbligo, esperienze di vissuto dei giovani studenti nelle organizzazioni di Terzo Settore che facciano maturare in modo più consapevole la successiva scelta, volontaria, di partecipare al SCU.
Riconoscimento delle competenze
Chi ha svolto il servizio civile va valorizzato nella vita sociale. Colmando colpevoli ritardi istituzionali, i giovani che svolgono l’anno di servizio civile hanno diritto a vedersi riconosciute le competenze che acquisiscono. Competenze pratiche con le attività dei progetti e competenze di cittadinanza, di solidarietà, di costruzione della pace attraverso il vissuto con adulti motivati e consapevoli della responsabilità educativa a cui sono chiamati.

Arci Servizio Civile, Febbraio 2018

 
Dalle associazioni di combattenti il ritorno all’obbligo di leva. PDF Stampa

In un articolo dell'Avvenire Alpini, bersaglieri e fanti rilanciano la proposta di un periodo obbligatorio a favore della patria.

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