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“Towards a Universal and European Civic Service: travel notes” - International Workshop PDF Stampa

Pagine da leafletengLa prospettiva di un Servizio Civile Europeo è stata più volte proposta dalle organizzazioni della società civile nei decenni passati. Dal 2014 in Italia anche dal Governo, nella persona del Presidente del Consiglio, come dei Sottosegretari Gozi e Bobba. Di questo nuovo contesto e del ruolo che le organizzazioni della società civile, e fra di esse ASC, intendono avere si è occupato il progetto. Il progetto ha formato, attraverso 4 seminari, 100 operatori locali di ASC.
Una delle azioni previste era un incontro con i partner europei di ASC, incontro che si è tenuto a Roma il 20 Luglio 2016.
Lo scopo della giornata è stato quello di fare una ricognizione approfondita delle tendenze in atto nei servizi civili nazionali italiano, tedesco e francese e delle prospettive di un servizio civile riconosciuto dalla legge statale anche in Belgio. Nella prospettiva di una dimensione europea del servizio civile, sono stati esaminati, nel dettaglio, i meccanismi dei progetti all’estero dei tre servizi civili nazionali, anche al fine di valutare una possibile loro interoperabilità. I meccanismi sono molto diversi e quindi il cammino di una cooperazione va voluto con molta volontà politica.

Nella giornata è stato anche esaminato il Paper Odysseus della Fondazione Volta. L’analisi fatta ha permesso di mettere in luce gli indubbi valori culturali che esprime, come di elencare i necessari approfondimenti necessari.

In particolare sono stati sottolineati alcuni nodi:
- Assumere la consapevolezza che una storia della Unione Europea è finita e che sta anche a noi contribuire a gettare le basi di una nuova fase, fondata sulla partecipazione diretta dei cittadini e dei giovani, se vogliamo mantenere la pace, la libertà di movimento, di espressione, di regole democratiche;
- La necessità di una campagna verso e con i giovani che vivono in Europa, che veda nel Servizio Civile Europeo una delle risposte principali alla crisi oramai globale dell’Unione Europea e che, quindi, permetta nel nuovo bilancio comunitario di avere fondi adeguati, che potrebbero venire anche da una difesa europea e non più nazionale;
- Il passaggio da una iniziativa della società civile ad una anche dei Governi, stante la relazione fra iniziativa a livello comunitario e a livello nazionale;
- La scelta fra un approccio di un Servizio Civile Europeo “nuovo ed esclusivo” e un approccio “inclusivo ed evolutivo” che faciliti la costruzione di una rete di “simpatia e vicinanza culturale” che sgombri il campo da timori di duplicazioni e concorrenze con azioni comunitarie già in essere e che sia per queste un’opportunità di ulteriore sviluppo e qualificazione;
- Un approccio che, a cominciare dal nome, sia rispettoso delle storie nazionali e che si ponga l’obiettivo di lavorare sia sul livello comunitario che su quello nazionale;
- La rilevanza di procedere all’avvicinamento e armonizzazione dei meccanismi dei tre servizi civili nazionali esistenti per far crescere una vera sperimentazione su larga scala dei programmi di scambio.


Al termine della giornata le organizzazioni partecipanti si sono date un piano di lavoro comune.
Alla giornata di lavoro hanno partecipato David Lopez, responsabile relazioni internazionali della Ligue de l’enseignement (Francia), Marie Trellu Kane, fondatrice e presidente di Unis Cité (Francia), Mirko Schwarzel, responsabile relazioni internazionali di B.B.E. (Germania), François Ronveaux, presidente di Plateforme Service Citoyen (Belgio), Saro Rossi e Paola Santoro di ASC.


Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, legge 383/2000 anno 2015

 

Report sintetico della giornata

Report dei lavori dei seminari in Inglese

Brochure di convocazione in Inglese