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L'impegno di ASC PDF Stampa
Nella legislazione italiana l’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio viene recepita con la legge del 15 Dicembre 1972, n° 772. Si tratta, però, di un recepimento sottoposto a pesanti limiti culturali e giuridici, oltre a contenere norme discriminatorie verso gli obiettori.
Solo con la fine del 1977, con il DL 1139, è emanato il Regolamento attuativo e quindi può iniziare la sua applicazione.

Con la fine degli anni ’70 iniziano le prime convenzioni di enti del privato sociale per accogliere obiettori di coscienza. Con il 1981 anche ARCI stipula la propria convenzione con il Ministero della Difesa – Levadife.

Dal 1981 al 1985, 940 obiettori di coscienza passeranno attraverso Arci. Dai 29 giovani del 1980 si passa ai circa 200 in capo a 4 anni (leggi tabella).

 

Con l’autunno del 1986, in seguito alla trasformazione di ARCI in Confederazione ARCI, nasce il Coordinamento Nazionale Arci Servizio Civile. La Confederazione ARCI, che ha la titolarità giuridica della convenzione, affida la responsabilità politica sul tema del servizio civile al Coordinamento Nazionale Arci Servizio Civile. Il Coordinamento è costituito dai rappresentanti delle associazioni della Confederazione e ne fanno parte due obiettori di coscienza.

Con la sentenza n. 470 della Corte Costituzionale, pubblicata a luglio del 1989, la maggior durata di otto mesi del servizio civile rispetto alla durata del servizio militare è dichiarata incostituzionale perché discriminatoria. In attesa di una definizione parlamentare della durata del servizio civile, la sentenza della Corte produce l’effetto di parificare la durata fra i due servizi. Tale pari durata è poi recepita dalla legge 230/98 che riforma sia l’istituto dell’obiezione di coscienza che il servizio civile.

Il venir meno della maggior durata produce un aumento sempre più significativo del numero di domande di obiezione di coscienza arrivando, con la fine degli anni ’90, ad un numero di obiettori superiore a quello dei militari di leva in servizio militare obbligatorio.

ARCI si attrezza  per questa novità proponendo al Ministero della Difesa un'innovazione alla convenzione del 1981. Propone l'introduzione del “centro operativo” collegato alla “sede di assegnazione”. In questo modo diventa più trasparente ed identificabile il luogo di effettivo impiego di ogni singolo obiettore. Questo soddisfa due tipi di esigenze: quella di Levadife di capire ove effettivamente sono impiegati gli obiettori; quella di ARCI di legittimare la pluralità di associazioni che impiegano i giovani, facendo emergere la ricchezza di esperienze che è in grado di proporre ai giovani.

Il numero di obiettori aumenta superando il migliaio (leggi tabella).


Nella Primavera del 1995 si tiene il Congresso di passaggio dalla Confederazione ARCI alla Federazione ARCI. In questa occasione è deliberato di mantenere alla Federazione ARCI la titolarità della convezione per l’impiego degli obiettori di coscienza e al Coordinamento di Arci Servizio Civile la responsabilità della sua gestione.

Nel Febbraio 1996, a compimento di una lunga istruttoria interna, ARCI, Arciragazzi, Legambiente e Uisp deliberano di dare vita all’Associazione Nazionale Arci Servizio Civile affidando ad essa i compiti prima affidati al Coordinamento Nazionale Arci Servizio Civile.

Nel marzo del 1998 si conclude il lunghissimo iter parlamentare di riforma della legge 772/72, iniziato già nel 1987 e con la legge 230 è riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, legittimando in tal modo la libertà di coscienza sui modi con i quali i cittadini di sesso maschile sono tenuti a partecipare alla difesa della Patria. La gestione del servizio civile è, altresì, profondamente innovata con il trasferimento delle competenze alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC).

Arci Servizio Civile, nello sviluppare una delle sue finalità, quella di promuovere la partecipazione del Terzo Settore al servizio civile, allarga la sua compagine sociale di livello territoriale comprendendo nell’elenco dei centri operativi anche associazioni locali non espressione delle quattro associazioni nazionali socie.

In questo periodo, dal 1996 al 1998, Arci Servizio Civile, mentre sviluppa intensi rapporti di lavoro con Americorps [1], sostiene il disegno generale di sviluppo del servizio civile italiano proposto dal Governo Prodi e dal Ministro della Difesa Andreatta [2]: spostamento del baricentro della leva obbligatoria dal servizio militare a quello civile e accesso volontario delle ragazze.

Nel settembre 1999 il Governo D’Alema decide la trasformazione delle Forze Armate Italiane, passando dall’arruolamento tramite leva obbligatoria ad un arruolamento su base volontaria, rivolto ad uomini e donne, di cittadinanza italiana.

Dati sull'obiezione di coscienza dal 1998 al 2003



[1] Americorps è un network di programmi a livello locale e nazionale che impegna più di 70mila giovani americani ogni anno in progetti che spaziano nei settori dell’educazione, della sicurezza pubblica, della salute e ambientale. È l’esperienza statunitense più vicina al servizio civile italiano. www.americorps.org

[2] Il 12 febbraio 1997 fu presentato, su iniziativa del Presidente del Consiglio Prodi di concertazione con Ministro della Difesa Andreatta, il disegno di legge n.2118 per l’istituzione del Servizio Civile Nazionale.