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Servizio Civile Universale: le criticità evidenziate dai volontari PDF Stampa

Elena Sacchetti- gialla - Sara Zaccaro cesena RIDI giovani volontari in servizio hanno autonomamente elaborato e definito un testo che è stato inviato al Presidente del Consiglio e al Sottosegretario Spadafora sollevando alcuni dei nodi che attanagliano le sorti del Servizio Civile Universale, che dev’essere un’opportunità per tutti e non un privilegio per pochi.

La consapevolezza dimostrata dai ragazzi ha evidenziato ancora una volta che il Servizio Civile Universale è molto più di una semplice esperienza di volontariato, ma costituisce una possibilità di espressione personale, di valorizzazione delle capacità del singolo e che non si esaurisce negli obiettivi del progetto.

Seppure con le dovute differenze tra i testi inviati dalle diverse realtà, le missive hanno come comune denominatore la richiesta di reperire sufficienti risorse per rendere questa magnifica esperienza possibile per quanti vorranno farla. È questo, secondo il comune giudizio dei volontari, l’unico modo per garantire che la difesa non armata e nonviolenta della patria venga percepita contemporaneamente come un diritto ma anche un dovere, secondo il dettato dalla Costituzione Italiana.


Le criticità evidenziate dai ragazzi di Catania
1. A seguito della legge finanziaria dell’attuale governo, a migliaia di giovani sarà preclusa la possibilità di prendere parte all’esperienza di volontariato del SCU: con i tagli imposti dalla manovra economica promossa da Lega-M5S è stato infatti dimezzato il numero di posti disponibili per i volontari: dai 58.000 volontari in servizio per il 2019 si passerà a 41.000.
2. Il bando per la realizzazione di progetti di servizio civile finanziati con le risorse europee del Fondo asilo, migrazione ed integrazione (FAMI), considerato da più parti un modello di eccellenza, ha subito lo stop tramite una disposizione ministeriale che ha implicato lo storno dei finanziamenti per il loro riutilizzo per attività di rimpatrio.

Le criticità evidenziate dai ragazzi di Roma
Constatati i buoni intenti e l’energia che come giovani siamo in grado di mettere a sistema, ci siamo chiesti: quali sarebbero le condizioni migliori per permettere questo impegno?
1. Arrivare in tempi celeri alla programmazione triennale.
2. Arrivare all’uniformità degli albi degli enti di servizio civile, superando la divisione tra albo regionale e albo nazionale, a vantaggio di un unico albo degli enti di Servizio Civile Universale.
3. Aumentare le risorse rispetto a quanto previsto nella legge di bilancio 2019 (da 188 a 232 milioni), ma siamo ben lontani dai 300 milioni del 2018. Ciò si concretizza con la partenza di 12 mila volontari in meno.
4. Sostenere il servizio civile all’estero (inteso come periodo di 2-3 mesi in un paese europeo così come previsto dal SCU per tutti i progetti).
5. Ripensare la scelta dell’attuale Governo di ritirare i fondi europei FAMI avanzati dallo scorso anno, che sarebbero stati destinati a finanziare progetti di servizio civile per rifugiati in uscita dagli SPRAR.

Le criticità evidenziate dai ragazzi di Cesena
1. A molti giovani sarà preclusa la possibilità di partecipare al Servizio Civile Universale dal momento che dai 54.000 posti del bando 2018 si passerà ai 41.000 posti previsti per il bando 2019.
2. Il bando Fondo asilo, migrazione ed integrazione (FAMI) è considerato da più parti un modello di eccellenza, ma ha subito un’interruzione tramite una disposizione ministeriale che ha implicato lo storno dei finanziamenti per il loro riutilizzo per attività di rimpatrio.
3. A beneficiare del Servizio Civile Universale non sono solo i giovani volontari, ma in primo luogo le strutture impegnate nel terzo settore: a causa dei suddetti tagli si vedranno mancare delle figure spesso fondamentali per offrire il migliore dei servizi possibili quali i volontari sono sempre stati.