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25 APRILE : "La memoria dalle storie locali all’educazione alla pace" PDF Stampa

Progetto memoria 20190322 ragazzi in formazioneSi avvicina il 25 aprile, Anniversario della liberazione d'Italia, fissato da una legge dello Stato (la 260/1949 “Disposizioni in materia di ricorrenze festive”) per celebrare la liberazione – nella primavera del 1945 - dell'Italia dall'occupazione nazista e dal governo fascista.

Mantenere vivo il ricordo è importante perché, come scriveva Primo Levi: “In futuro, con il sonno della ragione e la mancanza di memoria, quello che è stato potrebbe ripetersi e verificarsi nuovamente”.


Per questo, e per educare alla pace attraverso la memoria storica, ASC- ArciServizioCivile ha attivato, per il secondo anno consecutivo, il progetto di servizio civile nazionale "La memoria dalle storie locali all’educazione alla pace" focalizzato su 3 date significative della nostra storia: il 27 gennaio 1945 (giorno della liberazione da parte delle truppe dell'Armata Rossa del campo di concentramento di Auschwitz, commemorato oggi col Giorno della Memoria (legge n. 211/2000), il 25 aprile 1945 e il 15 dicembre 1972, in cui venne promulgata la legge n.772/1972 che riconosce l’Obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio per motivi morali, religiosi e filosofici e istituisce il servizio civile sostitutivo/alternativo, l’altra modalità di difendere il Paese e costruire la Pace.

Anche quest'anno, quindi, 16 giovani volontari (11 ragazze e 5 ragazzi) in 9 sedi locali di ASC - Torino, Trieste, Milano, Genova, Bologna, Piombino, Jesi, Viterbo e Roma - portano avanti in larga autonomia un progetto corale di “ricerca e sostegno della memoria per coltivare la pace” attraverso la somministrazione di questionari a coetanei, interviste a testimoni e protagonisti e a visite a “luoghi della memoria”.  Si avvalgono anche della consulenza di tre docenti di due università italiane, Siena e Genova.

Tra gli obiettivi del progetto anche la consapevolezza che ogni città e territorio hanno vissuto la loro Resistenza, Shoah e movimento per l’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio; un passato  espresso oggi dalle organizzazioni che operano per dare nuova credibilità e attualità ai valori di impegno, testimonianza, partecipazione diretta che furono elementi sostanziali e basilari del loro impegno civico.

Dal nostro osservatorio, riflette Licio Palazzini, presidente di ASC, vediamo che tante giovani donne e uomini, residenti nel nostro Paese, possiedono la capacità e la volontà, che esprimono compiutamente attraverso il Servizio Civile Universale su base volontaria,  di operare concretamente per rompere la cappa di paura e vivere con serenità e coraggio le sfide per una società più giusta, egualitaria e libera, in ideale continuità con le generazioni che hanno costruito la nostra Repubblica”.

Presentando i risultati dell'edizione passata, pubblicati anche in un volume, alcuni giovani volontari si dichiararono entusiasti del periodo di servizio civile e del progetto che aveva loro permesso di "confrontarsi con formatori, con esperti, con volontari e con se stessi".