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Approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il disegno di legge delega per il Servizio Civile Universale PDF Stampa

logo asc1Dichiarazione del Presidente Nazionale di ASC Licio Palazzini sulla approvazione del disegno di legge delega di riforma del Terzo Settore e dell’Impresa Sociale e di disciplina del Servizio Civile Universale

Con l’approvazione da parte della Camera in via definitiva del testo della riforma del Terzo Settore e dell’Impresa Sociale, il Servizio Civile Universale “finalizzato, ai sensi degli articoli 52, primo comma, e 11 della Costituzione, alla difesa non armata della patria e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica, anche con riferimento agli artt. 2 e 4, comma 2 della Costituzione” diventa legge dello Stato. E di questo siamo orgogliosi - dice Licio Palazzini - presidente nazionale di ASC.
Nel mentre per le valutazioni sugli altri articoli del disegno di legge delega ci riconosciamo in quelle delle associazioni nazionali socie, con la votazione dell’art. 8, in un momento storico in cui la violenza viene di nuovo proposta come la scorciatoia per arrivare al potere, che l’Italia affermi la rilevanza della difesa non armata è un positivo segno controcorrente, anche in risposta alla crisi culturale e sociale dell’Unione Europea, con l’apertura ai cittadini comunitari e di tutto il pianeta purchè regolarmente soggiornanti.
Il ringraziamento va al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro Boschi, al Sottosegretario Bobba, ai Relatori On. Lenzi e Sen. Lepri, a tutti i parlamentari del Partito Democratico delle Commissioni Affari Sociali della Camera e Affari Costituzionali del Senato che hanno portato i loro contributi con gli emendamenti.

Il Servizio Civile Universale si è dimostrato in grado di ottenere un consenso più ampio che su tutti gli altri articoli. Significativi i voti favorevoli espressi su questo articolo anche da Sinistra Italiana e le tante astensioni che hanno ridotto a solo 11 i voti contrari sull’articolo 8 così come sono stati solo 9 i voti favorevoli all’esclusione degli stranieri regolarmene soggiornanti dal SCU richiesta da Lega Nord.
Siamo consapevoli delle sfide che come organizzazione sociale adesso ci attendono.
Reggere la sfida educativa dell’accoglienza di tutti i giovani che chiedono di partecipare, aumentare e ampliare l’offerta negli impieghi, passare dai progetti annuali ai programmi triennali, formare nuove generazioni di operatori, investire risorse ulteriori: alcuni titoli di quello che ci aspetta.
Ma tutto diventa praticabile se lo Stato, attraverso il decreto legislativo, si pone chiaramente l’obiettivo di cambiare in modo netto la governance negativa del Servizio Civile Nazionale, che pesa anche sui tempi di uscita del bando ordinario 2016, prevedendo forme e tempi definiti per la consultazione delle Regioni e Province Autonome, degli Enti Locali e del Terzo Settore, dopodichè serve una governance che metta in condizione tutti i soggetti del sistema di concentrarsi sui programmi, sulla loro realizzazione e la valutazione dei risultati come delle competenze dei giovani.
Così come spetta allo Stato lo sforzo finanziario principale, con lo stanziamento di fondi adeguati per la programmazione triennale. Una volta fatto questo, diventerà credibile chiedere alle organizzazioni di aumentare la progettazione, chiedere ai privati di contribuire con fondi aggiuntivi, per sostenere interventi straordinari realizzati in modo coerente con la finalità del SCU, attirare l’interesse del mondo della ricerca sociale.
L’obiettivo dei 100.000 giovani all’anno è il nostro orizzonte, che va costruito su basi solide e qualificate e per questo la scrittura del decreto legislativo, scottati da quello del 2002, dovrà essere lungimirante e giuridicamente solida, anche se dovesse richiedere qualche mese in più.
E adesso ci aspettiamo che venerdì 27 esca il bando ordinario già atteso per la metà di Maggio!

Roma, 26 Maggio 2016

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