Rassegna stampa: reazioni all'approvazione della riforma del SCN PDF Stampa

SERVIZIO CIVILE: CAVALLETTI (CNESC), BENE AVVIO RIFORMA = IMPORTANTE FISSARE CONTINGENTE ANNUO MINIMO E APRIRE A IMMIGRATI E DETENUTI IN PENA ALTERNATIVA

ROMA, 22 gennaio 2010 (Adnkronos) - «Il fatto che si stia lavorando sulla riforma del Servizio civile è molto positivo, lo avevamo già chiesto al precedente Governo che aveva avviato il processo. Ora l'auspicio è che si proceda con tempi abbastanza rapidi, dato che siamo già in ritardo». Così il

coordinatore nazionale del Cnesc (Coordinamento nazionale enti servizio civile), Fabrizio Cavalletti, commenta, all'ADNKRONOS, l'approvazione oggi in Consiglio dei ministri un disegno di legge che delega il Governo alla redazione di un testo unico in materia di Servizio civile nazionale.Cavalletti elenca poi convergenze e divergenze del Cnesc dai contenuti del ddl, indicando, fra l'altro l'opportunità di fissare un contingente minimo annuale (40mila volontari) e quella di aprire il Servizio civile a immigrati e detenuti in pena alternativa. «Quanto ai contenuti della legge delega, che ci erano già noti in bozza, siamo favorevoli all'impianto complessivo, in particolare in materia di finalità, ovvero il rimettere al centro la difesa del Paese in modo non armato e non violento, come anche la ridefinizione dello status giuridico dei volontari», prosegue Cavalletti, per il quale vi sono poi, però, «una serie di punti che andrebbero rivisti, e contiamo che questo possa avenire in sede di dibattito parlamenrtare».

«Ci piace poco quanto è legato ad una eccessiva flessibilità, con 20 ore come orario minimo settimanale, avremmo preferito non al di sotto delle 25 ore, altrimenti si rischia di accavallarsi con esperienze di volontariato ed anche il senso dell'incentivo ecionomico può venire meno -elenca Cavalletti- non ci piace anche il discorso del cofinanziamento con la compartecipazione egli enti al costo servizio civile: Gli enti già compartecipano, e molto, accollandosi costi non indifferenti per organizzazione e cooordimento, parte della formazione, il monitoraggio».
«Non ci piacerebbe se questa compartecipazione ai costi da aprte degli enti venisse intesa -speiga Cavalletti- come compartecipazione al costo dell'indennità mensile, perchè così si rischia di incentivare l'uso dei ragazzi del Servizio civile in modo improprio, al posto del personale. I soggetti che fanno progetti e coloro che finanziano devono essere diversi. Attenzione anche alla proporzionalità tra orario e indennitaà economica, perchè avvicina il Servizio civile a forme di normale collaborazione professionale».

«Mancano poi alcuni punti importanti: due in particolare», prosegue Cavalletti, ovvero: «La fissazione di un contingente minimo annuo di volontari che partono, per eliminare parte delle incertezze su finanziamenti e bandi, non inferiore ai 40mila volontari. Servirebbe anche l'apertura a soggetti che oggi sono eslcusi dal Servizio civile: immigrati residenti da un certio tempo, tre o più anni, e detenuti in pena alternativa. ci piacerebbe che ci fosse anche una previsione per una modifica della formazione, che non ci sembra vi sia». Sui rapporti tra istituzioni, Stato-Regioni e quant'altro, su questo «la legge delega mi sembra che lasci un certo margine alla possibilità di confronto, non prende una decisione netta. Speriamo che il carattere nazionale non venga messo in discussione e che si valorizzino funzioni e competenze delle Regioni per la loro vicinanza al territorio, come valutazione monitoraggio e verifica progetti quando si attuano, aspetto ora un pò carente, e vorremmo che gli abi venissero riounificati», conclude Cavalletti. (Sin/Gs/Adnkronos) 22-GEN-10 18:15 NNN